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Vere o meno quelle di Berlusconi, i milanisti non hanno risparmiato critiche pesanti a Zlatan Ibrahimovic. Che dopo questo inquietante finale di campionato rischia di essersi giocato la riconferma. Il desiderio dichiarato di portare in rossonero Cristiano Ronaldo potrebbe essere un indizio. E potrebbe essere proprio lo svedese a fargli posto. Se il Milan non dovesse riscattarlo, Ibra potrebbe finire al Manchester Cityche saluterà Tevez.

A parole Ibrahimovic e il suo entourage non hanno nessuna intenzione di lasciare Milano, ma qualcosa indubbiamente si è rotto. Le due espulsioni di fila sono la classica goccia che farebbe traboccare il vaso della pazienza. Quello della società sembra essere ancora capiente, ma la tirata d'orecchio di Berlusconi (o di chi per lui) qualcosa vuole pure dire. Oltretutto visto che qualche difficoltà di relazione è già emersa e non è detto che in futuro le cose possano andare meglio.

Perché Pato è intoccabile e nessuno nasconde che i due in campo si pestino i piedi. Con l'arrivo diGanso, poi, la situazione si complicherebbe oltremodo. Inoltre, anche se è vero che al momento c'è più fumo che arrosto, non bisogna dimenticare che il legame tra Ibra e il Milan è tutto tranne che indissolubile, contrattualmente parlando.

Lo sa bene anche Mino Raiola, pronto a scatenarsi per l'ennesimo colpo della carriera. Toccherebbe al Barcellona, proprietario del cartellino del giocatore, piazzarlo. E la Premier League è l'unica destinazione in grado di assecondare le richieste milionarie dei blaugrana e dello stesso fuoriclasse di Malmoe. Mancini lo accoglierebbe a braccia aperte al City, magari consegnandogli il posto di "cavallo pazzo" Balotelli.

Ma non ci sono solo i Citizens. Perchè si attende di capire la reale potenzialità economica, le ambizioni della nuova Roma di Thomas DiBenedetto che ha affidato la direzione generale a Franco Baldini. Lo stesso Raiola qualche tempo fa aveva svelato, a "La Tribù del calcio" su Premium, che proprio Baldini al suo debutto in giallorosso era stato il primo a muoversi su Ibra ai tempi dell'Ajax, prima che l'attaccante approdasse a Torino con un blitz di Moggi.