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Un'altra giornata di lavoro personalizzato, un'altra occasione in meno a disposizione per tentare un clamoroso recupero già per l'importante sfida di campionato di venerdì sera contro l'Udinese: il problema al tendine accusato nella partita contro la Juventus dello scorso 23 gennaio continua a tormentare Zlatan Ibrahimovic che, pur avendo ripreso gradualmente a correre, non ha avuto dal suo fisico le risposte che attendeva. Se l'impiego - anche a gara in corso - contro i friulani appare pressoché impossibile, il campione svedese coltiva ancora la speranza di potersi rimettere a disposizione di Pioli nell'andata delle semifinali di Coppa Italia contro l'Inter di martedì 1° marzo.

RECUPERO INCERTO - L'assenza del gigante di Malmoe - che ha già saltato complessivamente 10 turni di campionato in questa stagione ma che ha comunque realizzato 8 gol e 2 assist nelle 15 apparizioni stagionali - è stata gestita sin qui senza particolari preoccupazioni, considerando che i rossoneri non hanno mai perso senza lui in campo. Ma in determinate occasioni, come l'ultimo impegno sul campo della Salernitana, la leadership e il carisma di Ibra avrebbero fatto molto comodo, in una partita presa clamorosamente sottogamba dal Milan e che poteva avere ripercussioni pesanti nella corsa scudetto. Lo svedese ha messo nel mirino la stracittadina di coppa per tornare ad essere a pieno titolo una risorsa per la squadra nella fase clou della stagione, ma ad oggi non è ancora possibile stabilire con certezza che possa essere utilizzabile per il primo atto delle semifinali.
FATTORE SVEZIA - La carta d'identità e la recente propensione a fermarsi per piccoli problemi fisici dopo una serie di impegni ravvicinati consigliano la massima prudenza, anche perché un altro degli appuntamenti che Ibrahimovic non vorrebbe mancare, un altro degli obiettivi che si è prefissato, è quello di disputare un altro Mondiale con la maglia della sua nazionale. Il prossimo 24 marzo la Svezia sarà impegnata nella semifinale dei playoff contro la Repubblica Ceca e 5 giorni dopo si potrebbe giocare, contro la vincente di Russia-Polonia, un posto in Qatar. A quasi 41 anni Ibra ha ancora voglia di scrivere la storia, con la maglia del Milan (con cui nelle prossime settimane inizierà ad affrontare il discorso relativo ad un possibile ulteriore prolungamento di contratto) e con e per il suo Paese. Acciacchi permettendo.