Nel derby è successo esattamente tutto quello che sarebbe dovuto succedere. Il Milan poteva affossare definitivamente la stagione nerazzurra e ipotecare un posto nella prossima Champions League e invece i rossoneri sono riusciti a trasformarsi nella peggior Inter degli ultimi tempi. Dentro e fuori dal campo. Gattuso, da uomo vero, si prende le proprie responsabilità e fa bene, perché purtroppo ha dimostrato che deve fare ancora molti passi avanti per diventare un grande allenatore, esattamente come il Milan deve fare ancora tanta strada per tornare a essere una grande squadra. 

Questo derby doveva essere una serata di gala, quella in cui i rossoneri avevano la possibilità di suggellare una rimonta straordinaria e invece si è trasformato nella resurrezione dell’Inter che adesso ha la strada spianata verso la Champions, anche senza Icardi. Gattuso invece deve fare i conti con un bel passo indietro e con un calendario che non è affatto semplice nell’ottica di un testa a testa per il quarto posto con la Roma di Ranieri. Romagnoli e compagni hanno fallito un bel match point. E lo hanno fallito fin dall’approccio alla partita: molli e inspiegabilmente deconcentrati incassano il gol di Vecino con una difesa imbambolata. 

Il trio Donnarumma-Musacchio-Romagnoli smarrisce tutta l’imperforabile compattezza degli ultimi mesi e incassa 3 gol in 90 minuti, gli stessi di tutto il 2019. I tre sono irriconoscibili sul gol dell’1 a 0 e già si capisce che serata si prospetta. Invece di reagire il Milan subisce ancora i cugini che si divorano il raddoppio in un primo tempo imbarazzante per il quale non si può non chiamare in causa Gattuso e la sua preparazione della gara. 

Non si capisce il motivo per cui non abbia schierato Biglia che a Verona era apparso il più in forma della squadra. Il centrocampo muscolare Bakayoko-Kessie non poteva reggere in eterno e noi stessi da tempo salutavamo il ritorno dell’argentino come la chiave del finale di stagione.  

La ripresa del Milan inizia come il primo tempo. Ai rossoneri serve il raddoppio di de Vrij, ancora con Romagnoli in trance, per svegliarsi finalmente. Nemmeno il tempo di tornare in partita con Bakayoko ed è proprio Castillejo (inserito al posto di Paquetà, l’unico che si era salvato nel disastro del primo tempo), palesemente inadeguato per gare di questo tipo, a regalare all’Inter il rigore della sicurezza. Il gol di Musacchio è la dimostrazione della pochezza dell’Inter che pure riesce a sovrastare un Milan irriconoscibile. 

Cutrone nel finale rocambolesco sfiora anche il pari ed è sfortunato, ma bisogna essere onesti e riconoscere che l’Inter ha strameritato il successo. L’immagine del flop rossonero, giustamente sottolineata da Gattuso, è il litigio in panchina tra Biglia e Kessie. L’ex atalantino corona la sua peggior prestazione in rossonero con una scena isterica e conferma quello che Salvini ha detto ieri sera, ma che noi sosteniamo da tempo e cioè che Kessie non debba fare il titolare in questo Milan. 

Il paradosso è che da mesi si parla di un’Inter con lo spogliatoio spaccato e poi urla e sceneggiate si vedono sull’altra panchina. Speriamo che le scuse e il pentimento post gara siano sinceri e che non rimangano strascichi nello spogliatoio. Altrimenti, se quella rissa in panchina fosse la fotografia del gruppo di Gattuso, la Champions sarebbe davvero a forte rischio. Come anche la panchina di Rino a fine stagione.