Leonardo, Direttore Generale dell'Area Tecnico Sportiva del Milan, non parla tanto spesso. Ma quando lo fa, le sue sono sempre parole efficaci. E anche quando il tema è quello, generale, dei 'valori nello sport', fra le righe esce un messaggio indirizzato direttamente alla squadra, all'allenatore, e alla stessa dirigenza. A tutto il Milan insomma. "In ogni sconfitta c'è sempre un perché", è il titolo dell'intervento tenuto dal dirigente brasiliano questa mattina presso la scuola media Pareto, nell'ambito di un'iniziativa di Fondazione Milan

Una frase che è un invito a riflettere sulle cause della sconfitta di domenica sera nel derby con l'Inter. Analizzare i perché di un KO, affinché servano da lezione e non si ripetano più, negli impegni che attendono la squadra di Gattuso da qui al termine della stagione, in campionato e Coppa Italia.

In particolare, sono tre gli errori commessi dal Milan nel derby, i tre perché di una sconfitta da non ripetere. 

APPROCCIO MOLLE - Il Milan arrivava alla sfida con l'Inter sulle ali dell'entusiasmo per una lunga serie di risultati positivi, che avevano portato anche al sorpasso in classifica sui cugini nerazzurri. E dall'altra parte c'era una squadra in profonda crisi, reduce dall'eliminazione in Europa League, piena di infortunati e alla prese col 'caso Icardi'. Un vantaggio psicologico che i rossoneri non hanno saputo sfruttare: fin dalle prime battute, gli uomini di Gattuso sono sembrati molli e quasi spaventati dal favore del pronostico. La mentalità da grande squadra il Milan la deve ancora riconquistare, iniziando dal non ripetere questo errore fin dai prossimi match di questa stagione. SCELTE DI FORMAZIONE E TATTICHE - Un paio di scelte di Gattuso hanno lasciato perplessi. Stiamo parlando in primis dell'impiego di Suso, svuotato e fuori forma. Sarà anche vero, come sostiene l'allenatore del Milan, che lo spagnolo ha portato il 30% dei punti dei rossoneri, ma ora sembra proprio arrivato il momento di fargli tirare il fiato. Ed era, probabilmente, una cosa che andava capita prima del derby. L'altra decisione discutibile riguarda il ruolo di Paquetà, per il quale è auspicabile un impiego più vicino alla porta, magari nel ruolo di trequartista classico. Dopo un tour de force fra Brasile e Italia, l'ex Flamengo ha bisogno di essere slegato da compiti di copertura e corsa, per poter dedicare maggiormente le sue qualità al gioco d'attacco. 

CAMPANELLO D'ALLARME NERVOSISMO - La sceneggiata fra Biglia e Kessie non è stata un bello spettacolo. E Gattuso è il primo a saperlo: "Sul gruppo e il rispetto della maglia ho costruito una carriera". Ecco, nella parte decisiva della stagione, con due obiettivi da centrare (qualificazione alla Champions League e Coppa Italia), la tranquillità e la coesione del gruppo saranno elementi fondamentali, che potranno fare la differenza fra una sconfitta e una vittoria, fra un obiettivo centrato e uno fallito.

Gattuso lo sa, Leonardo anche.