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Milan, le 7 cose che Pioli non può sbagliare

Milan, le 7 cose che Pioli non può sbagliare

  • Cristiano Ruiu
    Cristiano Ruiu
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Ripartiamo da un concetto che avevamo espresso commentando l’esonero di Paolo Maldini. La storia del calcio ci insegna che si possono fare ottimi mercati e pessime squadre, cosiccome capita di vedere pessimi mercati e ottime squadre. L’ultima dimostrazione si è avuta proprio con il Milan nella passata stagione: la dirigenza rossonera ha toppato in pieno la campagna acquisti, ma questo non ha impedito a Maldini e Pioli di dare vita a una squadra capace di confermarsi tra le prime quattro in Italia e arrivare addirittura nelle prime quattro d’Europa. Il rischio concreto è che nel prossimo anno avvenga l’esatto contrario. La qualità dei giocatori che stanno portando a Milanello Moncada e Furlani è indiscutibile. Tra l’altro, gran parte di essi e quasi tutti i residui obiettivi di mercato, hanno un comune denominatore, cioè la straripante forza fisica.

SI CAMBIA - Evidentemente il management rossonero ha evidenziato proprio nei centimetri e nell’aspetto fisico le due grandi lacune palesate nella passata stagione. Dunque, una scelta totalmente antitetica rispetto alla recente inclinazione di Maldini e Massara che invece avevano scelto giocatori tecnici (De Ketelaere) per sostituirne altri molto fisici (Kessié). La scelta non ha pagato ed è così che Moncada ha individuato e sta portando a casa gente giovane e atleticamente molto prestante come Loftus-Cheek, Reijnders, Okafor e Pulisic. E tra gli obiettivi di mercato troviamo Chukwueze e simili. Il cambio di filosofia ci sta e finora sono arrivati sicuramente giocatori importanti e di grande prospettiva. Siamo perciò abbastanza persuasi del fatto che alla fine dell’estate il mercato del Milan sarà soddisfacente, almeno in entrata. Per quanto riguarda le cessioni non lo sappiamo se pagherà o meno la strategia del “pugno duro” dimostrato per ora dal mettere fuori rosa i vari Rebic, Origi e company. Ma questa è un’altra storia.

COMPITI - Rimaniamo concentrati su quello che sarà l’organico rossonero che dovrà affrontare dal 20 agosto campionato italiano e Champions League. Rimaniamo sul materiale umano che Pioli dovrá plasmare in fretta per l’inizio della nuova stagione e cerchiamo di individuare i limiti che potrebbe avere la composizione della “squadra”. Fare un buon mercato e comprare buoni giocatori non significa necessariamente tradurre il tutto in una “squadra”. Per fare questo ci vogliono altre competenze, diverse da quelle necessarie per lo scouting. In sostanza Pioli dovrà:

1. Trovare un nuovo modulo offensivo in base ai numerosi cambiamenti di uomini e ruolo. Dalla cintola in su, cambieranno tutti i titolari tranne Leao (a meno che non pensiamo che Giroud possa fare un altro anno da titolare)

2. Costruire la squadra in pochissimo tempo e con alle porte un calendario tremendo tra campionato e Champions League

3. Amalgamare tanti giocatori che non solo sono nuovi ma sono anche all’esordio nel campionato italiano (molti di loro non conoscono nemmeno la lingua)

4. Fare i conti con uno spogliatoio che in un solo colpo ha perso i più importanti leader tecnici e carismatici dentro e fuori dal campo: Maldini, Ibra, Diaz e Tonali.

5. Creare un centrocampo tutto nuovo dato che Bennacer rientrerà nel 2024.

6. Fare a meno di un consulente e ombrello ripara-critiche in caso di risultati scadenti come Paolo Maldini.

7. Dare credito a una campagna acquisti che a differenza del passato ha visto e vede anche la sua diretta approvazione

Il compito di Pioli non sarà facile e lui non avrà molto tempo per svolgerlo. Fisiologicamente incontrerà delle difficoltà e la cosa più importante sarà non lasciarlo solo scaricando su di lui tutte le colpe. Altrimenti sarà molto complicato costruire la famosa "squadra".
 

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