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Alessio Cerci è ancora l'obiettivo numero uno del Milan che non molla la pista che porta all'esterno del Torino e continua a trattare con il presidente Urbano Cairo per portarlo a Milanello alla corte di Filippo Inzaghi.

IL TORO NON TRATTIENE I GIOCATORI CONTRO VOGLIA - Proprio il presidente del club granata nelle sue dichiarazioni più recenti ha fatto capire che il giocatore non è nella lista degli incedibili: "Cerci? Non sarò io a tarpargli le ali". Ma Cairo non tarperà le ali neanche alla sua gestione economica che è riuscita, in ogni caso, ad essere sana dal punto di vista dei bilanci. Ecco perciò che sebbene ci sia la disponibilità a lasciar partire un giocatore importante come Cerci, gli esborsi economici fatti per acquistarne la totalità del cartellino andranno ripagti in sede di trattativa con un'offerta da almeno 20 milioni di euro.

RICERCA FONDI - L'amministratore delegato dei rossoneri, Adriano Galliani, punta a strappare un sì del presidente Cairo anche a circa 18 milioni, ma da cessioni e risparmi dal punto di vista degli ingaggi il club ha finora racimolato soltano 10 milioni. Il Milan non ha al momento a disposizione in cassa gli 8 milioni mancanti e allora Galliani dovrà sfruttare tutte le sue doti di operatore del mercato per racimolare da altre cessioni la cifra mancante.

IL TESORETTO ROSSONERO - Il Torino ha fatto sapere di essere interessato al profilo del difensore colombiano Cristian Zapata. Il suo inserimento nella trattativa comporterebbe uno sconto di almeno 4 milioni di euro per il costo del cartellino, inoltre il Milan risparmierebbe circa 3 milioni di euro dagli emolumenti che spettano al giocatore nei prossimi due anni di contratto. L'accordo già raggiunto con il Genoa potrebbe complicare l'affare ma, se Galliani rispettarà i patti stipulati con Preziosi, il risparmo di 4 milioni (3 di ingaggio più 1 pagato dal Genoa per il prestito oneroso) sarebbe concreto. Nelle ultime ore il terzino spagnolo Didac Vilà ha richiamato nuovamente l'interesse di alcuni club della Liga che vorrebbero provare a rilanciarlo dopo la scorsa annata disastrosa con il Betis Siviglia. Con un ultimo anno di contratto rimasto il Milan è disposto a regalare il giocatore a Eibar e Rayo Vallecano pur di risparmiarsi lo stipendio da circa 600.000 euro. Chi potrebbe però portare i rimanenti 3,5 milioni di euro mancanti alle casse rossonere sono due giocatori che ballano clamorosamente nel limbo dell'incertezza: M'Baye Niang e Ignazio Abate. Il primo, rientrato dal prestito al Montpellier, ha riscosso più volte la fiducia di Filippo Inzaghi, ma l'arrivo di Alessio Cerci bloccherebbe il suo utilizzo lungo l'out di destra. Nel corso dell'estate per lui ci sono stati sondaggi dalla Premier League (Arsenal, West Ham, Fulham e Tottenham) e di alcuni club italiani (Parma su tutti per rimpiazzare il partente Biabiany) il suo valore non supera i 4 milioni di euro e il Milan potrebbe scegliere di sacrificarlo proprio per arrivare a Cerci. Il secondo, dopo una deludente spedizione brasiliana con l'Italia, è tornato al Milan dove ha ancora soltanto un anno di contratto. Dal club rossonero non è arrivato nessun indizio su un possibile rinnovo e, se dovesse arrivare un'offerta concreta al giocatore sarà concesso di partire. L'arrivo di Armero e il conseguente spostamento di De Sciglio sulla fascia di destra toglieranno ad Abate minuti importanti e per un'offerta da 4 milioni di euro (con il risparmio dei 2 milioni di euro percepiti di ingaggio) il Milan non direbbe no alla cessione. Sfumate le piste Juventus e Paris Saint Germain, tuttavia, solo lo Zenit di San Pietroburgo potrebbe essere una possibile pretendente per il terzino azzurro. Galliani continua a lavorare sodo in sede di cessioni, il tesoretto per Alessio Cerci arriverà tutto da li.