In cento e passa anni di storia il derby di Milano di personaggi, avventure, goal, gioie e dolori ne ha collezionati e regalati ai tifosi di Milan e Inter a profusione. È da sempre il momento più atteso dalle due tifoserie, che seppur abituate a vincere sia in Italia che in Europa vedono nella sfida stracittadina il momento per concretizzare la rispettiva supremazia. Questo valeva nel passato, al tempo dei pionieri - con l'Internazionale nata da una scissione milanista -, poi quando le due società rivaleggiavano per scudetti e coppe dei Campioni e ancora quando il derby si declinava nella sfida tra due imperi economici dinastici - i Moratti e i Berlusconi - e vale anche oggi, tra due proprietà straniere, nel vortice della globalizzazione contemporanea. Accennavamo ai goal. In parecchie occasioni le sfide tra Milan e Inter hanno fatto segnare punteggi roboanti, veri diluvi di segnature e rocamboleschi capovolgimenti di fronte.

NEL QUINQUENNIO JUVENTINO - L'anno è il 1932, nel bel mezzo del regno juventino. I bianconeri vincono da due anni consecutivi lo scudetto e in estate possono finalmente ingaggiare il brasiliano Sernagiotto, rinforzandosi ulteriormente. Le rivali non badano a spese per spezzare l'egemonia della Juventus. Soprattutto l'Inter, che ora per volere del regime fascista si chiama Ambrosiana-Inter, con il nuovo presidente Pozzani mette a segno colpi su colpi. Dal Genoa preleva Levratto, il centravanti che con il suo tiro micidiale sfonda letteralmente le reti, e dall'Atalanta arriva anche il forte portiere Ceresoli, futuro campione del Mondo con la Nazionale nel 1938. Se i nerazzurri sono dunque agguerriti ed economicamente ben equipaggiati, altrettanto non si può dire dei “cugini” rossoneri che seppur provenienti da un quarto posto ottenuto in coabitazione con la Fiorentina nel torneo precedente, vivono un periodo di stanca, lontani dalla lotta per lo scudetto e a bocca asciutta ormai da 25 anni, cioè dall'ultimo titolo conquistato nel 1907. Il Milan non ha la forza economica per competere con le migliori società e deve quindi arrangiarsi, aggrappandosi soprattutto alle 19 reti segnate dal neo acquisto Romani, un giovane ferrarese messosi in luce con la maglia della SPAL con la quale segna nelle serie inferiori tantissime reti.

DA LEVRATTO AL BALILLA - Domenica 6 novembre in un'Arena Civica gremitissima Ambrosiana-Inter e Milan danno vita al derby di andata con l'Ambrosiana davanti di tre punti sui cugini del Milan. Appena il tempo all'arbitro Scorzoni di fischiare l'avvio che dopo due minuti Levratto scende sulla fascia e mette in mezzo un pallone che Demaria deve solo spingere in rete portando i nerazzurri in vantaggio. Il pubblico si aspetta a questo punto la reazione milanista ma passano appena tre minuti che Mihalic segna il 2-0 per l'Ambrosiana. L'uno-due dei cugini rischia di mettere al tappeto il Milan che invece si ridesta e al 10° minuto riesce a riaprire l'incontro con un bolide scaraventato dal suo uomo migliore, Magnozzi. Poco dopo Arcari sbaglia da sotto porta la rete del pareggio e l'Ambrosiana ne approfitta a sua volta con Levratto, che sale alla ribalta della partita: al 25° in un'azione fotocopia del primo goal scende sulla fascia e fa un assist a Demaria per il 3-1, mentre  sul finire del primo tempo si mette in proprio segnando un altro goal con un bolide dei suoi. Il risultato all'intervallo è dunque 4-1 per l'Ambrosiana-Inter e nessuno osa pensare ad una rimonta del Milan. Eppure la parola fine è ancora ben lontana dall'essere scritta. Un po' la tensione che cala, un po' lo sforzo profuso per portarsi così abbondantemente in vantaggio, i nerazzurri calano nella ripresa e il Milan, con orgoglio e determinazione, ne approfitta. Dopo un quarto d'ora Arcari con un bel tiro al volo segna il 4-2 che diventa 4-3 alla mezz'ora con il colpo di testa vincente di Moretti. La partita è riaperta: l'Ambrosiana sente che può sfuggirle la vittoria mentre il Milan crede sempre più nell'impresa: è a quel punto che sale in cattedra il Balilla. Meazza, abbastanza abulico per tutto l'incontro, un paio di minuti dopo la rete del Milan da pochi passi con un preciso rasoterra batte il portiere rossonero e segna così il 5-3. Non è però ancora finita. Passa infatti una manciata di minuti che Magnozzi finalizza una bella azione tra Arcari e Romani, quest'ultimo in dubbia posizione di fuorigioco, fissando il punteggio sul 5-4! Perché a quel punto lo score non cambia più, anche se prima l'Ambrosiana con Meazza e poi il Milan con un arrembaggio finale ci provano sino all'ultimo a mutare le sorti. Finisce così il derby a vantaggio dell'Ambrosiana-Inter che per tutta la stagione, assieme a Bologna e Napoli, tenterà di contendere lo scudetto alla Juventus ma che alla fine dovrà accontentarsi del secondo posto, mentre il Milan non andrà oltre un anonimo undicesimo posto finale.

(Alessandro Bassi è anche su http://storiedifootballperduto.blogspot.it/)