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Già, proprio lui. Un gol e un assist per spegnere le prime critiche per un inizio di campionato non in linea con l'esaltante finale della stagione precedente - da autentitco trascinatore nella volata scudetto - e quel "linguaggio del corpo che lo frega" (Pioli dixit) che aveva sollevato i primi mormorii dei più maliziosi su un Leao con la testa altrove. Forse al mercato, a quel rinnovo col Milan che si è un po' ingarbugliato negli ultimi mesi, complici la delicata vicenda personale con lo Sporting Lisbona da risolvere e l'imminente cambio di proprietà del club rossonero. Forse a quel Chelsea che più di qualche segnale lo ha inviato al suo agente Jorge Mendes, ma che non ha mai recapitato a Maldini e Massara una proposta da far tremare i polsi. Rafa ha ascoltato tutto e tutti e poi ha reagito da par suo, ribadendo il suo ruolo di leader carismatico e tecnico nella notte che è stata (anche) dell'ultimo arrivato De Ketelaere.

CHE INTESA CON CDK - E il destino ha voluto che fossero proprio loro, i due volti più belli del giovane Milan, a costruire l'azione che ha portato al gol del vantaggio sul Bologna e a piegare la flebile resistenza della squadra di Mihajlovic. Si sono cercati e si sono trovati, proseguendo questo balletto per buona parte del match, fino a quando Pioli non ha richiamato il talentino belga in panchina per farlo rifiatare. Serviranno altri test e avversari di ben altra consistenza, ma la sensazione è che quei due possano presto formare uno dei tandem più interessanti e devastanti della Serie A e nel panorama europeo. Giocatori di qualità superiore e con margini di miglioramento ancora impensabili: il manifesto di un progetto tecnico che non si vuole fermare alla conquista dello scudetto della passata stagione, ma che guarda al futuro con ambizioni sempre più grandi. Rinnovando la sfida sul campo e con un modo "nuovo" di fare il mercato che intriga e che inizia a diventare un riferimento per tanti, Premier esclusa.
DA BLINDARE - La Premier. Un mondo a parte, oggi inarrivabile per la gran parte delle squadre europee, impossibilitate a pareggiare lo strapotere economico e infrastrutturale di una lega che viaggia con una decina di anni di vantaggio sulla concorrenza. E che per questi motivi può permettersi di acquistare i pezzi più pregiati di qualsiasi collezione. Lo sa pure il Milan, che ha superato la concorrenza di Leicester e Leeds per un diamante ancora grezzo come De Ketelaere e che spera di blindare in cassaforte una gemma di valore inestimabile come Leao. Che al mercato non pensa e dai rumors non si fa distrarre, ma che presto dovrà diventare argomento di attualità nelle strategie future del club rossonero. Elliott e Redbird sono avvisati.