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    Milan, la testa è ancora alla Champions: così si complica la corsa al quarto posto

    Milan, la testa è ancora alla Champions: così si complica la corsa al quarto posto

    • Alberto Polverosi
      Alberto Polverosi
    Il Milan ha pareggiato una brutta partita, il punto contro la Salernitana
    non gli consente di agganciare l’Inter al secondo posto e mantiene
    inalterate le speranze di Champions delle due romane, con la Lazio che
    resta davanti di un punto e la Roma dietro di un punto. La Salernitana ha
    ottenuto quanto voleva, seguendo alla perfezione il piano strategico
    preparato da Paulo Sousa. Una difesa attiva e organizzata, una ripartenza
    efficace e veloce.
    L’uno a uno finale premia la capacità difensiva dei
    campani. Quanto a difesa, quella del Milan è stata un disastro.

    AVVIO - Nella prima mezz’ora c’era da farsi prendere dalla sonnolenza, con un calcio alla camomilla, senza ritmo, senza intensità, senza velocità,
    semplicemente senza gioco. Per colpa del Milan, visto che alla
    Salernitana andava bene così. E se togliamo la rovesciata e il gol di
    Giroud oltre alla perfetta uscita di piede di Maignan su Dia, tutto il
    primo tempo è stato un pianto. Il Milan era ancora a Londra, testa
    vuota e gambe molli, e la Salernitana era sempre dietro, attenta,
    scrupolosa, non rinunciataria ma molto difensiva, così nessuno dei due
    portieri in 45 minuti ha fatto una parata vera fra i pali.
    I campioni
    d’Italia sono passati in vantaggio alla prima conclusione nello
    specchio della porta, durante il minuto di recupero del primo tempo:
    angolo tagliato di Bennacer, palla sulla testa di Giroud che non si è
    nemmeno staccato da terra ma ha bruciato sul tempo Gyomber e Bohinen e
    con una torsione ha battuto Ochoa.

    PIAZZATI ED ERRORI - Il Milan era spento, portava palla senza trovare
    sbocchi anche perché Paulo Sousa aveva impostato la Salernitana con molta
    cura, togliendo spazi ai rossoneri. Mezz’ora davvero triste, se la BBC o
    qualche altro canale inglese avesse trasmesso la partita a Londra e
    dintorni, probabilmente gli appassionati d’oltre Manica avrebbero spento
    la tv.
    Confessiamo di aver avuto lo stesso impulso se non fosse stato per
    doveri professionali. Eppure, non più tardi di mercoledì, questo stesso
    Milan (solo due cambi rispetto alla Champions, Saelemaekers per Messias e
    Bennacer per Tonali. Curiosità: il Milan non ha schierato italiani nell’11
    iniziale di una partita di Serie A per la prima volta nell'èra dei 3 punti
    a vittoria, ovvero dal 1994-95), questo stesso Milan dicevamo, aveva
    eliminato con pieno merito il Tottenham entrando fra le migliori 8 squadre
    d’Europa. La prima bella cosa di questa grigia partita è arrivata al 28'
    da Giroud con una rovesciata dopo un angolo di Bennacer.
    Era chiaro che,
    per sbloccare il risultato, serviva un calcio piazzato o un errore. In
    quel primo tempo con la manovra non sarebbe mai arrivato un gol. Un errore
    come quello commesso da Bennacer e subito dopo da Maignan che hanno
    regalato a Dia la prima vera occasione della gara. O come quello di Thiaw
    che ha lanciato di nuovo Dia verso la porta milanista, ma stavolta Maignan
    ha salvato il risultato con un’uscita fuori area per soffiare di piede la
    palla al centravanti salernitano. Si sa, mani o piedi per Maignan non c’è
    differenza.


    MA LEAO CHE FINE HA FATTO? - Al Milan mancavano le soluzioni in attacco,
    mancava soprattutto Leao. Il portoghese ha segnato l’ultimo gol in
    campionato il 14 gennaio scorso contro il Lecce, in partite di questo
    tipo, così chiuse, appiccicose, difficili da risolvere, serve/servirebbe
    soprattutto il suo guizzo, ma anche stavolta è scomparso dalla scena, così
    che Daniliuc lo ha marcato senza problemi. Il peso dell’attacco rossonero
    era tutto sulle robuste spalle di Giroud
    che si è ripetuto sui livelli di
    Londra, in più ha segnato il gol che in quel momento stava spingendo il
    Milan al successo e all’aggancio dell’Inter al secondo posto.

    THIAW, CHE COMBINI? - Non era la serata buona per il giovane gigante
    tedesco. Dopo i due notevoli errori del primo tempo, ne ha commesso un
    altro ancora nel secondo e stavolta è stato decisivo.
    Paulo Sousa aveva
    già alzato il livello di pericolosità del suo attacco con Piatek al posto
    di Kastanos e con la migliore uscita da dietro della sua squadra ha
    agguantato il pareggio. Percussione a sinistra di Bradaric (la prima della
    sua partita), cross perfetto, Kalulu si è staccato dal centro area per
    coprire Candreva
    , ma vicino al dischetto del rigore è piombato Dia, da
    solo, con Thiaw in clamoroso e imperdonabile ritardo, tocco e gol. In
    ritardo era pure Tomori che stava rientrando da metà campo con passo lento
    e appesantito.

    PERCHE’ FUORI GIROUD? - Poco prima del pareggio, l’attaccante francese si
    era fatto ammonire per un abbraccio a Mazzocchi a metà campo. Già
    diffidato, salterà la trasferta di Udine e il sospetto era proprio questo,
    un’ammonizione cercata e voluta per presentarsi con la fedina penale
    pulita al cospetto del Napoli il prossimo 2 aprile, dopo la sosta
    . Ma se
    davvero questo è stato il... conto fatto da Giroud e dal Milan, è un conto
    sbagliato: il Milan non può mai fare a meno di questo centravanti, l’unico
    attaccante davvero pericoloso fra i rossoneri. Per questo è difficile
    spiegare pure la sua sostituzione, un minuto dopo l’1-1 quando Pioli ha
    cambiato tutto l’attacco:
    fuori Leao, Diaz (che non erano mai stati
    incisivi) e Giroud, dentro De Ketelaere (il solito fantasma), Origi (solo
    una volta pericoloso) e Ibrahimovic (alla ricerca della condizione).
    Olivier non è più un ragazzino, si sa, ma con l’ultima rete è diventato
    anche il giocatore più anziano ad averne realizzate almeno 8 gol nei primi
    5 campionati europei. Attimo di suspence quando La Penna ha fischiato un
    rigore a favore del Milan per un contatto Bradaric-Bennacer
    , ma Banti gli
    ha consigliato di rivederlo al monitor e dopo le immagini rallentate il
    rigore è stato cancellato.

    DUE VOLTE SULLA LINEA - Paulo Sousa non ha abbandonato l’idea di fare
    bottino pieno e ha messo dentro anche Bonazzoli al posto di Candreva. Il
    Milan ha spostato la partita sul piano fisico e per due volte ha cercato
    di spingere la palla in rete, ma prima è stato Ochoa a togliere dalla
    linea di porta la palla che Origi aveva deviato di petto, poi è stato
    Kalulu a respingere la palla sempre sulla linea di porta dei campani dopo
    una carambola fra Florenzi (tornato a giocare 195 giorni dopo
    l’infortunio) e Gyomber. Nel finale si è accesa un rissa e La Penna ha
    ammonito Dia.

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