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Non abbiamo mai detto, né tanto meno scritto, che Paolo Maldini non rinnoverà il contratto col Milan. Ci siamo solo chiesti, e continuiamo a farlo, perché non lo abbia fatto ormai a 11 giorni dalla scadenza dell’accordo in essere. Non riuscendo a darci una risposta, l’abbiamo chiesto, e continuiamo a farlo, a chi questo contratto avrebbe dovuto proporre a Maldini (e Massara) non oggi, non ieri, ma 6 mesi fa, se vogliamo anche per “garantirli” da un cambio di proprietà che avrebbe potuto non prevederli nel nuovo organigramma.

Non siamo così ingenui da pensare che Elliott avrebbe alzato il telefono per rispondere alle 7 domande, tante quante le Champions vinte dal più glorioso club italiano, che abbiamo pubblicato ieri. Del resto in materia c’è un precedente ben più autorevole e importante di domande rimaste retoriche perché sempre senza risposta. Ci riproviamo, perché è giusto non arrendersi al primo tentativo e anche perché ci sono almeno 2 fatti da registrare e raccontare.

Fino almeno a sabato mattina, Maldini non aveva firmato perché nulla gli avevano proposto di firmare. Il 26 giugno, domenica prossima, Paolo compie gli anni: qualche buontempone dice che Gazidis (o Cardinale?) stia aspettando quella data per fargli la proposta, confondendo che la permanenza di Maldini sarebbe un regalo per il Milan di Elliott e RedBird, non viceversa. Stamane la Gazzetta annuncia che la firma è vicina, ma l’unico particolare che dà a conferma della "notizia" è che il contratto scade il 30 giugno. Appunto. Cioè entro 10 giorni Paolo firma o non se ne fa nulla.

L’altro fatto da registrare è l’inserimento del PSG nel triangolo Milan-RSanches-Lille, inserimento già ampiamente trattato sui calciomercato.com dai nostri ottimi cronisti. Qui l’invito è solo a non confondere l’eventuale trasferimento a Parigi del centrocampista portoghese per una notizia non vera (di Daniele Longo) o una trattativa non finita (di M&M). Renato Sanches è da gennaio d’accordo col Milan e così anche il Lille. Ma poiché nulla è stato formalizzato perché ogni mossa del management tecnico ha bisogno dell’avallo della proprietà, e questo avallo non c’è stato, se il PSG o chiunque altro arriva e paga, le parole restano tali e le strette di mano anche.

È vero che il mercato apre ufficialmente il 1° luglio e quindi oggi nessuno è formalmente in ritardo perché c’è tutto il tempo per rinforzare la squadra. Il dubbio, solo nostro (?) e se ci saranno anche abbastanza soldi per farlo. Ma anche qui, se non arrivassero risposte da Elliott (o Cardinale?) basterà aspettare che parli il tempo. Intanto, di seguito riportiamo un’altra volte le nostre domande

  1. Perché Paolo Maldini e il resto del management non hanno ancora firmato il rinnovo del contratto in scadenza fra 11 giorni?
  2. Gli è stata fatta una proposta formale o tutto è fermo all’incontro di 3 ore fra Maldini e Gerry Cardinale?
  3. Chi deve proporre il rinnovo a Maldini & C: l’attuale CEO Gazidis, che rappresenta Elliott, o Gerry Cardinale, proprietario di RedBird?
  4. Quanti saranno gli uomini di Elliott nel prossimo CdA del Milan: 5 come ha scritto l’Equipe o 2 come ha saputo Calcio e Finanza da “fonti informate sulla vicenda”?
  5. È vero che Giorgio Furlani, attuale portfolio manager di Elliott, è il candidato principale a sostituire Ivan Gazidis nel ruolo di amministratore delegato del Milan?
  6. È vero che Paolo Scaroni, attuale presidente del Milan, sarà riconfermato nel ruolo anche dalla nuova proprietà?
  7. Esiste un budget per rinforzare la squadra e puntare a rivincere il campionato e a fare bella figura in Champions League?