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Dopo le dichiarazioni di ieri, ecco l'intervista completa di Paolo Maldini a Sky. Il direttore tecnico rossonero si è espresso a 360° tra passato e presente, con un occhio al mercato: "La squadra è meglio dell'anno scorso, vogliamo migliorare la posizione in classifica. Ho sentito tante cose, ma non dimentichamo da dove veniamo, nelle ultime sei stagioni - con diverse presidenze - abbiamo fatto decimi e ottavi posti. L'anno scorso è stato migliore, è un dato di fatto. Tornare al Milan? Una scelta di cuore, non faccio il mio ruolo di lavoro, lo faccio qui ma non lo farei altrove. Le ipotesi sono due, o resto per sempre o finisco qui". 

SULLA SITUAZIONE - "Abbiamo ereditato una squadra con un passivo di 125 milioni, abbiamo fatto un mercato a zero. Abbiamo ricevuto multe per gestioni precedenti. Il cammino è difficile".

SE OGNI TANTO SI CHIEDE CHI GLIEL'HA FATTO FARE - "Sì, certo. Ma c'era anche da calciatore, quando avevo dolori e dovevo andare in un campo con zero gradi. Ma c'è passione e amore per questi colori, questo nessuno lo metterà in dubbio".

SULLA SQUADRA GIOVANE - "L'oibiettivo è far vincere la squadra: se tu soffri, ma la squadra vince, ha grande significato. L'idea di ringiovanire la squadra è stata condivisa, così come l'idea che nessuna squadra giovane abbia vinto scudetto e Champions. Una squadra giovane ha senso con l'inserimento di giocatori d'esperienza. In due sessioni di mercato, tuttavia, non abbiamo venduto nessuno dei migliori". 

SU PIATEK - "E' un calciatore forte. Deve pensare più a giocare con la squadra, lo sta facendo, ma la sua forza è quella di fare gol".

SUL SALUTO MILITARE DI CALHANOGLU - "Monitoriamo la situazione, non vogliamo sapere il perché l'abbia fatto, sono cose legate alla persone a alla famiglia. Al Milan abbiamo delle regole, la politica sta al di fuori".

SU IBRAHIMOVIC - "Potrebbe essere un sogno, sposta tante cose, secondo me dentro la sua testa c'è anche un po' la paura di non essere l'Ibra dominante. Quando Ancelotti mi mise in panchina in un derby, ho capito che non avrei accettato un'annata tra campo e panchina, non faceva per me. Pensare che Ibra possa accettare questo, è strano".