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Nemmeno una volta abbiamo dubitato che Maldini dicesse di no al Milan, nemmeno quando denunciavamo lo stato delle cose, la bandiera e la proprietà ben più distanti di quanto raccontava il pensiero main stream di Elliott. Le 7 domande che tanto hanno fatto discutere erano un pretesto per chiarire e avere chiarezza, prima sul passaggio di proprietà, poi sulla questione Maldini. Ora che Paolo si è ufficialmente legato al Milan per almeno altri 2 anni (nel contratto c’è l’opzione per il terzo) resta da capire quale sarà il ruolo di Elliott nel nuovo assetto societario, fra tecnicismi, prestiti a Cardinale, tassi di interesse, uomini nel CdA, presidente Scaroni confermato, nuovo Ceo al posto di Gazidis, in uscita a novembre (con ricca buonuscita per la cessione del club, Repubblica ipotizza addirittura 30 milioni). Il tempo darà (quasi) tutte le risposte.

Di sicuro RedBird non è partito benissimo. I meriti di Elliott sono indiscutibili e il giorno dopo lo scudetto non avevamo scordato di ricordarli (il triplete di Elliott), applaudendo. Nel bilancio chiuso al 30 giugno, il passivo del Milan dovrebbe essersi ulteriormente ridotto (si ipotizza un rosso di 40/50 milioni) e farlo nell’anno dello scudetto resta un’impresa doppia, nella quale hanno fatto scopa la virtuosa gestione finanziaria e le capacità del management tecnico.

Gerry Cardinale avrebbe dovuto rinnovare il contratto a Maldini il giorno in cui è entrato a Casa Milan, invece ha aspettato più di 3 settimane per fargli avere una bozza da visionare. È auspicabile che presto parli e spieghi perché. Per ora, il suo pensiero è quello espresso nell’intervista al Financial Times, il 10 di giugno. Parole, appunto. Da oggi arriveranno i fatti e Maldini dovrà dimostrarsi bravo come nelle scorse estati, quando (con Boban nel 2019, con Massara dall’anno successivo) con intuito e tempestività ha messo le basi per la squadra da scudetto.

Il Milan che riparte lunedì lo fa senza Kessie e Romagnoli, e soprattutto al momento senza i loro sostituti e gli ulteriori rinforzi, che servono per rendere la squadra competitiva anche in Europa. Già confermarsi in Italia non sarà semplice, la concorrenza ha patito lo scudetto rossonero ed è partita fortissimo. Il tempo per recuperare c’è, ma da solo non basta. Servono soldi e idee (vista la situazione: soprattutto idee).

Maldini sa dal 2 giugno, quando ha aperto le porte di casa sua a Cardinale, che il budget per rinforzare la squadra c’è, ma non sarà altissimo: non si andrà oltre i 45 milioni, checché oggi si dica, si pensi e si scriva. Botman è andato al Newcastle non perché Maldini non aveva ancora firmato, ma perché la proprietà (che continuerà ad avere l’ultima parola sugli acquisti) non avrebbe avallato l’acquisto di un difensore per 37 milioni.
Tra le ragioni che hanno acuito il conflitto tra Maldini e l’attuale proprietà ci sarebbe anche l’incontro (segreto, ma evidentemente non troppo) che Paolo avrebbe avuto con i rappresentati di Investcorp, il fondo arabo che a fine aprile sembrava destinato ad acquisire il Milan, e che avrebbe garantito al dt maggiori fondi e autonomia tecnica sul mercato. Ci garantiscono che Elliott non abbia gradito.

All’intuito delle scorse estati, ora che l’asticella si è alzata, M&M dovranno associare la creatività di cui spesso in queste settimane ha parlato Marotta: scovare giocatori utili a parametro zero (Dybala dopo Origi?), capire quali esuberi dei top club potrebbero essere utili al progetto tecnico di Pioli (e a Parigi, Londra e Madrid di abbondanza ce n’è tanta), individuare giovani di valore tecnico, ma non ancora affermati (altri Kalulu, per capirci), chiudere operazioni anche in prestito, sempre possibili in un mercato dove i soldi non abbondano per nessuno. Di certo, per fare solo un esempio, non sarà il Milan a “finanziare” il mercato della Roma acquistando in contanti Zaniolo (piace molto a Maldini). I nomi inseguiti al momento sono i soliti, quelli conosciuti, ma non è questa l’occasione per parlarne. Qui vogliamo solo anticipare un principio, il modo in cui il Milan opererà sul mercato. Si parte adesso, per arrivare al traguardo fra due mesi. «Siamo un po’ in ritardo, ma possiamo farcela», ha detto Maldini, ed è giusto dargli credito.

PS: sono le ore 17:30 del 1° luglio e il Milan non ha ancora emesso un comunicato ufficiale o cinguettato un tweet per dire che Maldini ha firmato, quando Maldini stesso l’ha detto ieri sera. Pare che arriveranno nel tardo pomeriggio. Perché? E' stato un comunicato complicato da scrivere e vogliono proprio fare capire a tutti che è stato un matrimonio di convenienza e non d’amore?

PS2: alle 18:50 sul sito del Milan, l'annuncio dell'accordo biennale, ratificato dal CdA. Al momento nessuna fotografia, con sorrisi o strette di mano, come molto umilmente avevamo suggerito un paio di giorni fa.
@GianniVisnadi