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  • Milan, manca una sola risposta alle 7 domande di CM. Elliott e Maldini: quando firmate, risparmiateci i sorrisi

    Milan, manca una sola risposta alle 7 domande di CM. Elliott e Maldini: quando firmate, risparmiateci i sorrisi

    • Gianni Visnadi
      Gianni Visnadi
    Abbiamo aspettato un paio d’ore in più rispetto al solito, giusto per capire se accadeva qualcosa di ufficiale. Nulla. Un altro giorno sta passando senza che l’annuncio del rinnovo del contratto di Maldini e Massara sia arrivato. Come i lettori di calciomercato.com sanno bene, un paio di settimane fa abbiamo cominciato a porre al fondo Elliott, attuale proprietario del Milan, 7 domande. Le riproponiamo qui sotto, cercando di darci noi stessi una risposta, alla luce di quanto nel frattempo accaduto.

    1. Perché Paolo Maldini e il resto del management non hanno ancora firmato il rinnovo del contratto in scadenza fra 1 giorno?
    Non c’è risposta, solo ipotesi. Che svilupperemo oltre.

    2. Gli è stata fatta una proposta formale o tutto è fermo all’incontro di 3 ore fra Maldini e Gerry Cardinale?
    Sì, la proposta è stata fatta. Prima telefonicamente, poi in modo formale: Maldini ha la bozza dell’accordo in mano

    3. Chi deve proporre il rinnovo a Maldini & C: l’attuale CEO Gazidis, che rappresenta Elliott, o Gerry Cardinale, proprietario di RedBird?
    La proposta formale è arrivata attraverso Elliott, in accordo con Cardinale: è stato lui ad anticipare telefonicamente a Maldini i contenuti della bozza.

    4. Quanti saranno gli uomini di Elliott nel prossimo CdA del Milan: 5 come ha scritto l’Equipe o 2 come ha saputo Calcio e Finanza da “fonti informate sulla vicenda”?
    Il presidente Scaroni ha detto a Radio Rai «che Elliott sarà presente nel prossimo CdA con almeno 2 membri», dando l’impressione di non considerarsi “uomo Elliott” e dove l’avverbio “almeno” può significare anche più di 2.

    5. È vero che Giorgio Furlani, attuale portfolio manager di Elliott, è il candidato principale a sostituire Ivan Gazidis nel ruolo di amministratore delegato del Milan?
    Non ci sono risposte, resta per noi l’ipotesi più credibile.

    6. È vero che Paolo Scaroni, attuale presidente del Milan, sarà riconfermato nel ruolo anche dalla nuova proprietà?
    L’ha confermato lui stesso in quell’intervista a GR Parlamento.

    7. Esiste un budget per rinforzare la squadra e puntare a rivincere il campionato e a fare bella figura in Champions League?
    Con la conferma di Maldini, è la cosa che più sta a cuore ai tifosi. Ci risulta che il Milan possa spendere 45 milioni. Nel frattempo ha perso Botman e (quasi) Renato Sanches. L’Uefa può dare un alibi alla proprietà, vedremo qui sotto perché.

    Ripartiamo proprio da qui, dal budget e dal mercato, dove il Milan è tremendamente fermo, se non in ritardo rispetto alla concorrenza (Inter su tutte). Manca un mese e mezzo per l’avvio del campionato e il tempo per recuperare c’è ancora. Nei prossimi giorni, l’Uefa renderà pubblico il settlement agreement che riguarda una trentina di club europei (4 italiani: Milan, Inter, Juventus e Roma) e non dovrebbero esserci sanzioni pesanti per nessuno. I conti del Milan sono in deciso miglioramento (si ipotizza un meno 40/50 milioni nel bilancio che chiude domani) e così i ricavi in costante crescita (di queste ore l’annuncio del nuovo accordo con lo sponsor tecnico, che garantisce 30 milioni a stagione, più del doppio rispetto sia al contratto precedente sia a quanto incassato per esempio dall’Inter). L’Uefa però raccomanderà ai club, nel settlement agreement, di tenere i conti sotto controllo: un assist per la proprietà del Milan, che a fronte dell’eventuale mancato rafforzamento invocato anche da Maldini nell’unica intervista rilasciata dopo lo scudetto, potrà sempre farsi scudo di quanto preteso da Nyon.

    Ma Maldini rinnova o non rinnova? Il povero Origi è tornato in vacanza senza la rituale foto della firma del contratto e qualcuno cui stringere la mano, perché quel qualcuno – anche se in sede – non era disponibile alla foto, avendo il contratto in scadenza. Arrivati al 29 giugno, anche quelli che per settimane hanno creduto a Casa Milan come al Mulino Bianco, hanno dovuto arrendersi all’evidenza: Maldini e la proprietà erano in disaccordo su tutto:
    1) durata dell’accordo ed entità dell’ingaggio (Maldini ha mal digerito l’opzione sul terzo anno, con semplice ritocco all’attuale compenso);
    2) poteri decisionali (Maldini vorrebbe avere a fianco un Ceo che si occupa di conti e non di calcio);
    3) strategia di mercato: Maldini voleva un difensore forte, Elliott un 10 importante (per questo ha contatto Dybala, scavalcando il management tecnico);
    4) futuro assetto societario (sapere se Gazidis non resterà oltre il mese di novembre, è motivo di soddisfazione per Maldini; che però vorrebbe sapere chi lo sostituirà).

    Se e quando annunceranno il rinnovo di Maldini (e Massara) ci sarà da capire se Paolo ha fatto un passo indietro su tutto o se su qualcosa è riuscito a spuntarla. Questione di ore (ma per favore: risparmiateci la foto con la stretta di mano e mille sorrisi; meglio un comunicato di poche righe).
    @GianniVisnadi

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