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In esclusiva per MilanNews.it ha parlato Maxi Lopez. L'attaccante argentino, classe 84, ribadisce la sua volontà di rimanere al Milan:

Maxi Lopez, che novità ci sono riguardo il tuo futuro?
"Sono ancora in attesa. Ho parlato con la Società e mi hanno detto di attendere. In rosa attaccanti non ne mancano e se qualcosa si dovesse muovere sarei il primo a rientrare in gioco".

La tua volontà?
"Voglio rimanere, tengo al Milan e ho fatto tanto per vestire questi colori. E poi mi sento rossonero".

Il tuo agente, nel frattempo, gestisce le richieste pervenute dagli altri club:
"Si, le richieste ci sono e provengono sia dall'Italia che dall'estero, quindi il mio agente sta vagliando queste varie opportunità, tenendo presente che la priorità è quella di restare al Milan, perché ho sempre dato tutto per loro e spero in una chiamata".

Ti sei dato un tempo limite prima di guardarti attorno?
"Il giorno di scadenza per l'eventuale riscatto è il 21 giugno, perciò non è che ci sia troppo da aspettare. Chiaramente mi piacerebbe trovare una sistemazione quanto prima per iniziare il ritiro con quella che sarà la mia squadra".

Dicevi che l'eventualità è quella che si liberi un posto in avanti. Considerata l'ufficiale riscatto di El Shaarawy, la probabile conferma di Cassano e la necessità di rilanciare Pato il cerchio si restringe fra Ibrahimovic e Robinho:
"Beh, si. Non so chi però il punto è proprio quello: se un attaccante viene ceduto io sarei la prima scelta. Ma c'è da aspettare".

Hai dimostrato da subito la tua volontà di essere del Milan, famosa la tua infinita attesa in albergo prima del fatidico "si". Per questo e per quello che hai dimostrato quanto ti dispiace essere preso in considerazione solo in caso di cessione altrui?
"Sono cose che devo accettare. Il Milan non ha fatto mercato e deve vendere prima qualcuno per acquistare. Se c'è da aspettare lo farò fino all'ultimo. È chiaro che mi dispiace, ma questa è la mia situazione e devo farmene una ragione e accettare. Io so di essere tranquillo e aver dato sempre il massimo per quanto abbia giocato poco".

Ti sei mai chiesto: "Se quel pallone contro la Fiorentina fosse entrato a quest'ora il mio destino al Milan cambiava?"
"Chissà, magari avrei giocato anche di più. Il calcio è strano ed è difficile con i se e i ma dire come sarebbe andata. Gli episodi sicuramente cambiano la storia anche di una persona: penso, ad esempio, alla partita di Udine quando sono entrato, ho segnato e il Milan ha vinto. A volte riesci in queste imprese e a volte, come contro la Fiorentina, no. Si, magari se quel pallone anziché prendere il palo fosse entrato cambiava sia la storia del Milan, del campionato e pure la mia: può essere. Però non possiamo dire che la colpa di tutto è quel palo. Guardo avanti e resto fiducioso".

Eventualmente, se non fosse Milan, resteresti in Italia?
"Dipende dall'offerta, da chi la fa da cosa prospetta. Mi trovo bene in Italia, sia chiaro. Ma non escludo nemmeno la pista estera".