Commenta per primo

Quando è andato al santuario di Monte Pellegrino per chiedere a Santa Rosalia, la 'Santuzzà, la grazia di una vittoria con l'Inter, Devis Mangia, tecnico del Palermo, sapeva che per restare aggrappato a quella panchina ci voleva quasi un miracolo. E così è stato. E il suo Palermo non solo ha battuto i nerazzurri, ma ha vinto anche le altre due gare casalinghe, fermandosi soltanto nel pantano di Bergamo e all'Olimpico, con la Lazio, dove ha colto un convincente pareggio. Adesso, Mangia, giovanissimo allenatore dalla battuta sempre pronta e sorriso ottimista, andrà a trovare anche la 'Maduninà a Milano, per la sfida con il Milan di Allegri, campione d'Italia in carica. Lo stipendio, per il momento, è sempre quello della Primavera, ma va bene così. «Intanto, vediamo cosa succede a Milano e Roma, poi vedremo», risponde il mister. Per ora, si gode la classifica: terzo, a pari merito con Napoli e Cagliari, a un punto da Juventus e Udinese. Meglio di così non si attendeva nemmeno l'esigentissimo presidente Maurizio Zamparini, che, dopo aver mandato via Stefano Pioli prima dell'inizio del campionato, gongola per la sua nuova «scoperta», anche se il merito è tutto del ds Sean Sogliano. È stato lui a consigliare Mangia a Zampa, rischiando il posto. Ma adesso bisogna rimanere con i piedi per terra. Stupisce che il primo a farlo sia proprio il presidente che decine di volte, negli anni passati, ha parlato di Champions e scudetto. «Quest'anno ho rinnovato molto la squadra - ha detto il patron - e sarei già contento se arrivassimo nella parte sinistra della classifica. È chiaro che ci poniamo obiettivi ambiziosi e se dovessimo continuare a giocare così, questi obiettivi sarebbero leciti, ma vedremo più avanti. Con Mangia sono stato fortunato perchè prima di scegliere lui, due tecnici mi hanno detto di no. Ogni tanto, nel calcio occorre anche un pizzico di fortuna». Una buona notizia viene anche dalla difesa: nessun gol subito nelle ultime due gare, che sarebbero potute diventare tre senza i dieci minuti di follia contro il Cagliari (dal 3-0 al 3-2). «Il Palermo ha giocato bene - ha sottolinato Zamparini - soprattutto quando è rimasto in dieci si è comportato da squadra. Restare a 'porta chiusà per due gare è un record, ma fa parte dell'attenzione e della qualità che abbiamo. Avevamo Munoz in panchina e Cetto in tribuna, giocatori che sarebbero titolari in grandi club». Con il Milan sarà di certo più difficile. I rossoneri hanno voglia di rivalsa dopo la brutta sconfitta con la Juve e nel Palermo mancherà Balzaretti, squalificato. Dovrebbe recuperare invece Fabrizio Miccoli, uscito ieri per un indurimento muscolare al polpaccio.