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I 3 punti di Genova sono pesantissimi perché spediscono ai competitor un messaggio chiaro: . Ovviamente non si può pensare di affrontare il girone di ritorno senza un vero centravanti trascinatore, ma la squadra dopo la sosta invernale ha dimostrato di poter far fronte all’emergenza e sapersi compattare attorno al proprio allenatore.

La doppia vittoria di Genova, in Coppa Italia e in Campionato, ma anche la bella partita di Jeddah lo dimostrano. Faccio ancora fatica a considerarla una sconfitta, quella con la Juve, sia per l’ottima prestazione sia per la direzione arbitrale. Ma la cosa bella è che la squadra non ha subito nessun contraccolpo psicologico e nemmeno fisico dopo la trasferta araba. Anzi si è ripresentata a Marassi più solida che mai, ha saputo soffrire il primo tempo e poi colpire il Genoa nella ripresa. Da questo punto di vista si è fatto sentire il rientro di Suso, l’exploit di Paquetà ma anche la grandiosa prestazione di Bakayoko, considerato un oggetto misterioso fino a poche settimane fa e ora titolare inamovibile, tatticamente più disciplinato e di conseguenza più importante dello stesso Kessié. A testimonianza di un’altra bella operazione di mercato di Leonardo.

Il dirigente brasiliano si giocava e si gioca molto soprattutto con Paquetà, ma queste prime apparizioni sembrano proprio dargli ragione. Ora viene il difficile perché la scelta più delicata della stagione è naturalmente trovare il sostituto di Higuain, una scelta dalla quale dipende la partecipazione alla prossima Champions League. Leonardo ha voluto affidarsi a Piatek sperando che prosegua un anno cominciato alla grande. Ma purtroppo è difficile prevedere come sarà il suo impatto con il palcoscenico di S. Siro. e soprattutto il passaggio in pochi mesi dall’essere un outsider del nostro campionato all’essere il trascinatore di una squadra con la storia del Milan. La scelta di Piatek sarà di certo la chiave della stagione rossonera.

Una stagione che fino a questo momento, indipendentemente dall’esito finale, ha un sapore molto diverso da quella precedente. Siamo all’inizio del girone di ritorno e il Milan si trova in lotta per il quarto posto, con un gruppo sano e unito, capace addirittura di rinunciare al suo giocatore più importante. Merito a Gattuso ma anche alla società che lo ha protetto nei momenti difficili e che ha tutelato nel modo migliore possibile il suo patrimonio, cioè i suoi giocatori. Mi riferisco soprattutto a Donnarumma che l’anno scorso era mal sopportato, come fosse un mercenario traditore e le sue prestazioni ne risentivano di conseguenza. Quest’anno invece è tornato ad essere decisivo e a sfornare miracoli a ripetizione come quelli di Genova, miracoli che valgono punti. La sua metamorfosi non è un caso. Ed è la dimostrazione che per curare la crescita di giovani campioncini come Gigio non basta tirar fuori 6 milioni all’anno.