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"Un angolo per chi ha la visione del calcio di Nick Hornby, per chi vive la partita come un film, per chi reputa Babangida il miglior calciatore della storia. Un piccolo mondo per chi non ha scritto calcio con il pallone tra i piedi, ma con una penna tra le dita, una telecamera sulla spalla o un joystick in mano, per quelli cresciuti a pane, nutella e Holly e Benji . Il calcio visto con gli occhi, e gli occhiali, del Nerd".

Il Milan e l'obiettivo Champions League. Questo vuole Elliott, questo vogliono i tifosi, questo inseguono i giocatori, guidati da Stefano Pioli, nuovo allenatore dei rossoneri. Conquistarsi il futuro, con i grandi del passato, Boban e Maldini, alla guida: questa la missione rossonera. Missione dura, complicata, che rischia di finire schiacciata dalla grandezza del passato e dai conti, in rosso, del presente, ancora di più in questi giorni. Il motivo? Perché qui giorni di gloria che fu sono stati appena celebrati. 

GIORNI CELEBRATIVI - Prima il Festival dello Sport, a Trento, in cui è stata ricordato la Coppa dei Campioni dell'89, quella del 24 maggio, quella vinta 4-0 contro la Steaua Bucarest, quella di Sacchi, delle doppiette di Gullit e Van Basten, di Arrigo Sacchi e Silvio Berlusconi; poi 1994, la serie prodotta da Sky, in cui cambia l'anno, cambia l'avversario, il Barcellona di Cruyff, cambiano i marcatori, Massaro, Savicevic e Desailly, cambia l'allenatore, Capello, ma non il risultato, 4-0. E il presidente, Berlusconi. 

1994 - E in 1994, la Coppa dei Campioni vinta contro i catalani della leggenda olandese è grande protagonista. Il 28 giugno, Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, interpretato da un superbo Paolo Pierobon, insieme all'uomo che 'non esiste', Leonardo Notte (Stefano Accorsi), accoglie ad Arcore il ministro degli Interni Roberto Maroni (Rosario Lisma) e il suo braccio destro Pietro Bosco (Guido Caprino) per chiedere appoggio nella lotta contro la Procura di Milano e il pool di Mani Pulite. E non solo. Ma anche per alzare la Coppa dei Campioni, insieme. E per regalargli due maglie del Milan, personalizzate, coi cognomi sulle spalle (che, a dir la verità, nel '94 non c'erano ancora, ma solamente dalla stagione 1995/96): Bosco 9, Maroni 10.
"​Ancora non ho capito perché ci hai invitati"
"Ma per alzare la Coppa dei Campioni no? Lo so che siete milanisti".

Giorni di gloria passata. Che il Milan vuole riconquistare. Ripartendo da chi nel 1994 c'era: Paolo Maldini e Zvonimir Boban. Ma la situazione è complicata.