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Questione di tempo, ma la decisione è stata presa. Stefano Pioli e il Milan avanti ancora insieme, per continuare a costruire, per continuare a crescere, per tornare a vincere. Tra i contratti in scadenza a giugno, oltre a quelli di Kessie e Romagnoli, c'è quello dell'allenatore di Parma, capace in due anni (era il 9 ottobre 2019 quando prese il posto di Giampaolo) di dare un gioco e un'identità ai rossoneri e di scacciare il fantasma di Rangnick. Tra gli artefici della rinascita c'è sicuramente lui, motivo per il quale presto gli verrà rinnovato il contratto.

INCONTRO - Il fatto che non ci sia ancora un incontro in agenda non può essere un campanello d'allarme. Pioli e la coppia Maldini-Massara sono sulla stessa lunghezza d'onda, c'è stima, fiducia e voglia di continuare insieme. Per rinnovare - insomma - basteranno solo dieci minuti, non è da escludere che possa essere messo tutto nero su bianco in questa pausa per le nazionali. ​​Pioli, che guadagna 2,3 milioni di euro netti all'anno (più i 500 mila euro incassati per la qualificazione alla Champions League), aspetta la chiamata ma non ha fretta. Il lavoro paga sempre, non c'è motivo per cambiare.
CLAUSOLA - Lo pensa anche il Milan che nel contratto di Pioli aveva inserito un’opzione da esercitare unilateralmente per prolungare l’accordo fino a giugno 2023, ma al di là di ogni tipo di tutela parlerà con il diretto interessato e con il suo agente in massima trasparenza. Magari di ritocco dell'ingaggio, che alla luce di quanto fatto sarebbe meritato.