"Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare" era una frase che amava ripetere Gianluca Vialli, soprattutto in occasione dei Mondiali di Italia '90, riprendendo una massima attribuita all'attore americano John Belushi. "Quando sono concentrato non ce n'è per nessuno", replica 26 anni dopo il difensore colombiano del Milan Cristian Zapata. Ed effettivamente è così: quando il classe '86 pronunciò questa frase, due anni fa, l'avversario annullato con una grandissima prestazione in marcatura fu il cannibale Gonzalo Higuain del Napoli, capace di realizzare 36 reti in una stagione ma totalmente depotenziato dall'ex Villarreal.

MIGLIORE IN CAMPO COL NAPOLI: NUMERI DA RECORD - Ieri, due stagioni dopo, abbiamo rivisto il vero Zapata: fascia di capitano al braccio, compagno di difesa nuovo (con Musacchio aveva giocato assieme solamente in occasione dei due preliminari di Europa League contro i rumeni del Craiova, non certo un avversario impossibile), sfida ad uno degli attacchi più forti del campionato come quello del Napoli, con 66 reti realizzate, e ai tre folletti Insigne-Callejon-Mertens, capaci di fare ammattire anche le più forti difese d'Europa. Nessun problema per il 31enne, ormai al Milan da sei stagioni: nonostante le poche presenze in Serie A, solo 9 per un totale di 723 minuti, ieri Zapata è stato in assoluto il migliore in campo, rendendosi protagonista di una prova impeccabile. Maestosa la partita del difensore rossonero. per lui 76 palloni toccati, 1 tiro e 60 passaggi, con il 95% di percentuale di passaggi riusciti.

FUTURO DA BANDIERA? QUEL GOL... - Già, ma il futuro cosa propone al numero 17 del Milan? Dopo la rete del 2-2 realizzata al 97' nel derby contro l'Inter dell'anno scorso, ormai il colombiano è un idolo indiscusso per i tifosi rossoneri: con un contratto in scadenza nel giugno del 2019, non è da escludere che possa concludere la carriera nel Diavolo, svolgendo al meglio il ruolo di primo rincalzo ai titolarissimi Bonucci e Romagnoli e da chioccia per i più giovani. Perché ormai la sua pelle è rossonera e lo ha dimostrato rimanendo a Milano anche nei momenti più difficili della sua carriera, negli ultimi anni, anche a causa di alcuni problemi personali. Respinte per ora le possibilità dunque di un ritorno in Spagna o di un addio prematuro: Zapata vuole diventare una bandiera. Perché quando i duri entrano in campo, lui c'è.
@AleDigio89