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Una sconfitta che lascia l'amaro in bocca. Il Milan visto al San Paolo non esce totalmente bocciato dalla contesa, per almeno un'ora di gara ha giocato alla pari, se non meglio, del Napoli. Gli azzurri sono usciti alla distanza grazie a una maggiore qualità globale e alle mosse di Ancelotti. Il pressing asfissiante di Allan e Zielinski ha mandato in tilt prima Biglia, poi Bakayoko.

REBUS BIGLIA -
 La scelta di affidarsi a Bonaventura nel ruolo di mezzala, da parte di Gattuso, rappresentava una scelta strategica ben precisa. Il numero 5 rossonero doveva andare a togliere spazio e tempo ad Hamsik in fase di non possesso, cercando di sfruttare la proprie qualità nelle ripartenze. Di fatto il Milan ha corso il rischio di mettersi a specchio del Napoli, il suo possesso palla si è sviluppato troppo per vie orizzontali. Lucas Biglia non può essere Pirlo, il paragone non sussiste ed è fuori luogo, ma la sua regia deve essere più coraggiosa per cercare di rompere lo schema palla a Suso e vediamo cosa inventa lo spagnolo. Appena il ritmo si è alzato il numero 21 rossonero è andato in affanno, perdendo almeno un paio di palloni sanguinosi a ridosso dell'area di rigore. Questa versione timida e impaurita dell'argentino di sicuro merita una riflessione da parte dello staff tecnico. 

CALHANOGLU IMPRESCINDIBILE - La classe verticale di Calhanoglu è un elemento vitale per la formazione di Gattuso.
Il turco ha nelle sue corde la capacità di mandare in profondità Higuain, situazione che non si è mai verificata nel match contro il Napoli. Un regista offensivo in grado di accendere la luce, di portare qualche idea in più. E' questa l'unica via di uscita per mettere un rammendo all'iniziale difficoltà, in attesa che Biglia torni sui livelli della seconda parte di stagione scorsa. Probabilmente un elemento come Badelj, inseguito a lungo dal Milan, sarebbe servito per dare un'alternativa credibile all'ex Lazio.