112
Il regista non è un ruolo, ma un compito. E non c'è una zona di campo prediletta dove svolgerlo. La tradizione ha imposto che il regista sia quello in mezzo al campo, il classico centrocampista che si abbassa a prendere il pallone per dettare i tempi. Ma non è più così. O almeno, non è più solo così. In un calcio che ha portato la qualità sugli esterni, non solo alti ma anche bassi (vedi la Juve con Dani Alves prima e Cancelo poi), il Milan si è trovato ad avere un regista in più: Ricardo Rodriguez

REGISTA OCCULTO - Se a metà c'è Biglia a scandire il ritmo, lì, a sinistra, nella sua zona di campo, in quella che è casa sua, c'è il '92 svizzero. Che ieri, contro la Sampdoria, ha sfornato una delle migliori prestazioni da quando indossa la casacca rossonera: non è mai arrivato sul fondo, ma non era suo compito, visto che nel 4-4-2 di Gennaro Gattuso il prescelto per sfornare cross al duo Cutrone-Higuain era Laxalt. E allora? Allora qualità nell'uscita dalla pressione, palloni sporchi che diventano magicamente puliti, sventagliate da una parte all'altra del campo per il suo opposto, Suso. E da una di queste è arrivato il gol vittoria. Eccolo il vero Ricardo Rodriguez, il top visto in Germania. Quello che i tifosi aspettavano, quello che i tifosi, ieri, sugli spalti e sui social, hanno iniziato ad acclamare.
MURO - Non solo qualità, però. Perché anche in fase di non possesso è un altro Rodriguez: se nelle prime uscite della scorsa stagione, con Montella in panchina, era spesso in difficoltà, con sottofondo di mugugni in quel di San Siro, con Gattuso ha trovato maggior sicurezza e continuità di rendimento, ritrovando gli applausi. Lui che proprio con Rino ha un rapporto speciale: "Due ko consecutivi ci hanno fatto male, perché siamo tutti con il mister. Siamo pronti a dare il massimo per lui". Lo hanno fatto tutti. E lo ha fatto Rodriguez. Il regista occulto di questo Milan.

@AngeTaglieri88