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Non si tocca. Alessio Romagnoli è una certezza del Milan, l'unico giocatore al quale né Giampaolo né Pioli hanno mai rinunciato. Non è solo il capitano, il leader del Milan, è anche il giocatore di movimento più presente della stagione rossonera. Il ragazzo cresciuto nella Roma ha visto il campo 25 volte su 25, senza nemmeno saltare un minuto, esattamente come il terzino Sabelli del Brescia. 2250 minuti su 2250, un pilastro del Milan, che gli ha cambiato partner di difesa (Duarte, Musacchio, Kjaer e Gabbia) ma non ha mai rinunciato a lui. Il suo bilancio da quando è sbarcato a Milanello, nell'estate 2015-16, è di 180 partite e 7 gol, nessuno di questi realizzato in questa annata.

ESTATE CALDA - Una stagione luci e ombre, nella quale Romagnoli è stato uno dei più positivi. Il suo nome è sulla lunga lista di Mancini, che da qui a maggio dovrà sceglierne due tra il centrale del Milan, Acerbi e Chiellini da portare all'Europeo. L'ex Sampdoria ci spera, è consapevole che serve una finale di stagione super per prendersi la maglia azzurra e vivere le notti magiche. La testa ora è al campo, in estate ci sarà modo di valutare il futuro. Il suo contratto è in scadenza nel 2022, c'è tutto il tempo per discutere col club dei progetti e di un eventuale rinnovo. Il Milan ha sempre detto no alle offerte di Romagnoli e al momento non arrivano segnali di un cambio di rotta. Ma l'estate è lunga ed eventuale cambio alla guida del progetto tecnico potrebbe rimescolare le carte.