Il nome di Alessio Romagnoli è stato al centro delle ultime due estati in chiave rossonera. Nell'agosto del 2015 il Milan comunicò l'acquisto del difensore classe 1995 di Anzio dopo un corteggiamento lungo un mese. Già allora la critica si divise: pochi dubbi sul talento, ma spendere 25 milioni per una riserva della Roma non era esagerato? Nessun difensore italiano, all'età di Romagnoli, è stato pagato tanto. Bisogna certamente tenere conto che le dinamiche del calciomercato sono cambiate nel corso degli anni, arrivando a iper valutazioni per giocatori dal curriculum piuttosto scarno. Nel 2002 il Milan si spinse oltre i trenta milioni di euro ma Alessandro Nesta, già nel giro della Nazionale e scudettato con la Lazio.

IL NO AL CHELSEA E I NUOVI DUBBI -Nella sua prima stagione al Milan Romagnoli ha messo in mostra quelle qualità intraviste nella sua esperienza alla Sampdoria: ottima tecnica, abilità nel gioco aereo e tempismo negli interventi. Chi si aspettava però il definitivo salto di qualità è rimasto deluso. L'ex Roma, anche in queste prime uscite ha palesato le solite lacune: concentrazione e senso della posizione. Scegliere l'anticipo a centrocampo con la linea difensiva alta e al cospetto di attaccanti veloci come quelli del Napoli è un rischio che un difensore non deve correre. Da un giovane del suo potenziale non ci aspettiamo dei black out così frequenti dopo un anno di apprendistato. A differenza di Rugani, altro difensore sul quale le speranze in chiave azzurra sono tante, ha la sicurezza di un posto da titolare fisso. Un anno dopo, i dubbi sulla valutazione sono rimasti immutati: il Milan ha fatto bene a rifiutare i quaranta milioni offerti dal Chelsea solo venti giorni fa? Adesso spetta al giocatore rispondere con prestazioni da leader difensivo, a partire dalla sfida alla sua ex Sampdoria di venerdì.