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La deadline sancita lo scorso anno è scaduta e il futuro di Sandro Tonali sta diventando sempre più un enorme rebus che, di ora in ora, si ingarbuglia sempre di più. Il Milan, il Brescia e l'agente del giocatore stanno lavorando alacremente per rivedere l'accordo rispetto a quei 15 milioni di euro di diritto di riscatto a cui sommare i 10 di bonus, gli altri 10 già versati per il prestito e il 15% sulla futura rivendita. 

MARCIA INDIETRO- Nei giorni scorsi, ormai settimane, le parti sembravano essersi avvicinate molto ad un'intesa che però, lentamente, si è allentata per un passo indietro fatto dal Milan. Inizialmente, infatti, il club rossonero aveva prospettato un riscatto così architettato: 15 milioni per il riscatto e percentuale sulla futura rivendita, con il cartellino di Giacomo Olzer (trequartista classe 2001 del Milan Primavera) inserito nell'operazione. Poi dalla società di via Aldo Rossi è arrivata la piccola marcia indietro soprattutto per la parte cash, praticamente dimezzata (5-7 milioni) e a cui aggiungere il cartellino di Olzer, che ha fatto scattare la risposta piccata di Cellino, anche se il club rossonero fa filtrare che il clima resta di massima collaborazione.
COLOMBO - Il patron del Brescia ha a questo punto chiesto di inserire nell'affare non più il cartellino di Olzer, bensì quello di Lorenzo Colombo, attaccante che la scorsa stagione ha iniziato con i rossoneri e poi da gennaio si è spostato in prestito alla Cremonese. Il Milan non vuole però perdere il controllo del giocatore e le parti stanno ora lavorando su un'ipotesi di prestito, anche biennale, con premio di valorizzazione in favore delle Rondinelle.

TONALI SPINGE - Si va avanti, senza sosta, consci però che Sandro Tonali oggi sta puntando i piedi o meglio, ha confermato a tutte le parti in causa che per il suo futuro vuole solo il Milan e non vuole considerare altre offerte. Anche per questo la deadline scaduta non cambierà, almeno per ora, le carte sul tavolo. Va trovato un accordo e va fatto in tempi brevi per evitare inconvenienti spiacevoli in una trattativa che, di per sé, si sta già protraendo oltre i tempi prestabiliti.