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L'occasione tanto attesa arriva: scocca l'ora di Daniel Maldini. Il Milan vola a Praga per l'ultimo impegno del girone di Europa League, contro lo Sparta i rossoneri si giocano il primo posto a distanza con il Lille (in campo a Glasgow contro il Celtic) e Pioli decide di farlo con una formazione sperimentale, lasciando a riposo tanti titolari. E ad approfittare delle ampie rotazioni può essere proprio il figlio d'arte, in vantaggio nel ballottaggio con Brahim Diaz per una maglia da titolare.

DAI NO ALLA PANCHINA - Un chance a lungo attesa, oltre due mesi. Perché se in estate il Milan ha resistito a tutte le proposte, respingendo lo Spezia e un'altra dozzina di club tra Serie A e B che chiedevano il giovane Maldini in prestito, per tenere il talento classe 2001 e crescerlo in casa sotto l'ala protettrice di Ibrahimovic e Calhanoglu, Pioli non gli ha concesso ampio spazio negli ultimi mesi. Lo ha schierato dal 1' nel playoff Europa League contro il Rio Ave, ma da allora solo 9' minuti complessivi tra campionato (Spezia) ed Europa League: e proprio all'andata contro lo Sparta Praga lo scorso 29 ottobre è arrivata l'ultima presenza, una manciata di minuti per saggiare il campo di San Siro. Dallo Sparta allo Sparta, per Maldini si riaprono le porte dell'undici titolare ed è una ghiotta opportunità per dimostrare la bontà della decisione presa dal Milan, anche per gennaio.
A GENNAIO... - Nonostante un impiego con il contagocce infatti, i piani di Paolo Maldini e Massara non sono cambiati rispetto alla scorsa estate: niente prestiti, l'idea del Milan è quella di tenere Daniel fino al termine della stagione e continuare a farlo crescere tra le mura di Milanello agli ordini di Pioli. La gara di San Siro diventa quindi una sorta di prova d'esame per il giovane trequartista: farsi trovare pronto dopo due mesi ad osservare e imparare, per Maldini jr è giunto il momento di raccogliere la sfida e dimostrare di poter dire la sua in questo Milan.

@Albri_Fede90