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Una lunga attesa di 12 anni. ll Milan conquista il diciannovesimo scudetto della sua storia grazie a una cavalcata quasi perfetta pur non partendo come favorita. E' il successo, il primo da allenatore, di Stefano Pioli che ha saputo gestire il gruppo facendo sentire tutti importanti. Ma anche di Paolo Maldini e Frederic Massara che hanno scelto gli uomini, prima che giocatori, giusti per realizzare quella che ha i contorni di una impresa. Queste le pagelle tricolori del Milan di Calciomercato.com.

Leao 10: i tifosi lo chiamano Meravigliao per le prodezze che riesce a regalare in campo. Undici gol e sette assist in campionato, tutti di pregevole fattura. Magie e concretezza, soprattutto quella continuità che gli era mancata nella scorsa stagione. E ora il rinnovo.

Pioli 10: entra di diritto nella storia del Milan con un successo straordinario che riporta il Milan nella dimensione che la sua storia impone. E ci riesce mostrando un calcio moderno che è la sintesi di una proposta di gioco offensiva chiara con una solidità difensiva che ha fatto al differenza. Guida saggia di un gruppo che ha avuto il merito di sapersi rialzare dopo ogni sconfitta bruciante. Ha vinto tutte le scommesse (Saelemaekers, Kalulu) ed è stato fondamentale nel processo di crescita dei giovani, Tonali e Leao in primis. 

Tonali 9: per distacco il miglior centrocampista del Milan. Letteralmente trasformato dopo una prima stagione di anonima. Si è messo in discussione con umiltà e appartenenza e alla fine vince su tutta la linea. Leader in campo con quella maglia che sente come una seconda pelle. Segna gol pesanti come macigni come quello all'Olimpico contro la Lazio che cambia la stagione del Milan o la doppietta al Verona. Consacrato. 

Hernandez 9: in questo momento nessun terzino sinistro al mondo gli è superiore. La fuga verso la vittoria contro l'Atalanta chiusa con il diagonale che supera Musso è l'istantanea perfetta di una stagione vissuta a centro all'ora, senza mai fermarsi. Con qualità e anche quantità. Perché ora Theo è migliorato tanto anche in fase difensiva. Determinante. 

Maignan 9: non ha mai avvertito il peso dell'eredità di Donnarumma. Leadership, riflessi, coraggio e determinazione: caratteristiche che lo rendono il miglior portiere del campionato. Il miracolo su Cabral vale mezzo scudetto.

Tomori 8,5: Sempre positivo e mai banale, in campo e fuori. Perde un riferimento importante come Kjaer e ha il merito di alzare il livello. La prima parte di stagione è un manifesto, il Milan ha trovato un grande difensore.

Giroud 8,5: l'uomo dei gol importanti come la doppietta contro il Sassuolo nel giorno dello scudetto, come quello nel derby di ritorno che ha cambiato la stagione rossonera o quello di Napoli. L'età non più giovanissima non gli permette di essere sempre continuo mai nei momenti importanti Olivier risponde sempre presente. Probabilmente il miglior milione speso sul mercato dal club rossonero.

Kalulu 8: non chiamatela più scommessa. Ora Pierre è una solida realtà: gioca bene da terzino, benissimo da centrale. Diventa titolare dal 6 marzo nella trasferta di Napoli e non esce più. Anzi, fa la differenza. 

Bennacer 7,5: è spesso tradito dal suo stesso fisico, con qualche infortunio di troppo. Ma quando scende in campo sa essere decisivo: il gol da tre punti a Cagliari ha avuto un peso significativo nel percorso. Prezioso quando Tonali, nella seconda metà di aprile, accusa un periodo di appannamento. Per Pioli è una risorsa imprescindibile.

Florenzi 7,5: partenza lenta, come un buon diesel. Esce alla distanza diventando un 'dodicesimo' per Pioli. Gioca a destra e a sinistra, realizza due gol importanti contro Empoli e Verona. Cosa chiedere di più?

Ibrahimovic 7,5: segna 8 gol, spesso decisivi, e da una grande mano specie nel girone di andata. I tanti, troppi, infortuni lo condizionano in negativo ma Zlatan sa essere determinante anche con una sola giocata come quella che regala l'assist per il gol vittoria di Tonali contro la Lazio. Meritava una last dance di questo livello perché se il Milan è tornato vincente lo deve in gran parte alla mentalità portata in dote dal campione svedese.

Calabria 7: sempre pronto a gettare il cuore oltre l'ostacolo. Compensa alcuni limiti tecnici con una personalità e una grinta da capitano. Non si fa mai da parte anche quando avverte qualche fastidio fisico. Esempio.
Krunic 7: il soldato di Pioli.  Si sacrifica sempre per il bene del gruppo con ben quattro ruoli ricoperti: mediano, trequartista, esterno offensivo, falso nove. Non si vede spesso ma si sente. Tantissimo.

Kjaer 7: nella prima parte di stagione è assolutamente perfetto. Poi un brutto infortunio gli nega la gioia di combattere fianco a fianco con i suoi compagni. Riesce ad essere determinante anche nello spogliatoio, da leader qual è, non facendo mancare mai la sua vicinanza alla squadra.

Kessie 7: non riesce a ripetere la straordinaria stagione 2020/2021 perché troppo condizionato dalle voci sul mercato e quel rinnovo che non è mai arrivato. Ha il merito di non uscire dal gruppo nonostante il trattamento riservatogli da San Siro nella seconda parte di stagione. Fondamentale nella volata finale con la sua straripante forza fisica.

Tatarusanu 7: para il rigore su Lautaro nel derby di andata e cambia gli equilibri. Non male per una riserva. 

Messias 6,5: Arrivato in rossonero quasi a sorpresa e in punta di piedi, riesce a conquistare presto la fiducia di Pioli. E la ripaga con cinque gol e due assist. Un buon bottino per un calciatore alla prima esperienza in una big dopo una lunga gavetta. 

Rebic 6,5: Ante è così, prendere o lasciare. Mai continuo, si accende a sprazzi e può determinare. Il problema è che in questa stagione lo ha fatto in rare occasioni.

Saelemaekers 6,5: soffre la concorrenza di Messias e si perde per lunghi tratti della stagione. Riappare con orgoglio nel rush finale con delle ottime prestazioni offerte. Utile e con un grande attaccamento alla maglia.

Romagnoli 6:  capitano in scadenza. Professionista esemplare, lavora per il gruppo e con il gruppo. Mai una parola fuori posto quando diventa la riserva di Kalulu. Gli va riconosciuto un apporto importante in diverse partite.

Diaz 6: La partenza è con il botto, con 2 gol nelle prime 3 partite. Sembra aver fatto il salto di qualità anche dal punto di vista fisico ma il Covid lo frena. E non riesce a riprendere il bandolo della matassa. In una certa fase al Milan sono mancati i suoi assist e il suo talento. Pronto a riscattarsi nella prossima stagione.

Daniel Maldini 6: il primo gol in serie A, in una trasferta complicata come quella di La Spezia, rappresenta il punto esclamativo in una stagione tutto sommato positiva. 

Gabbia 6: viene chiamato in causa in otto circostanze ma solo a Firenze si rende protagonista di una prestazione insufficiente. Doveva andare via a gennaio per fare esperienza ma alla fine resta in rossonero e dà il suo prezioso contributo.

Bakayoko 5: Tiemoue era tornato a casa con tanti buoni propositi. Ma alla fine non riesce a ripagare la fiducia riposta in lui da Maldini e Massara tanto che non dovrebbe essere confermato anche nella scorsa stagione. Gravi gli errori contro Sassuolo e Udinese, poi da fine gennaio non vede più il campo.

Fode Ballo Toure 5: dimostra un livello tecnico e di conoscenze tattiche non all'altezza del Milan e della serie A. Dopo l'errore che costò il rigore nel derby esce completamente dai radar tanto che Pioli gli preferisce Florenzi a sinistra quando manca Theo.