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"Un solo giocatore non fa una squadra". Andatelo a dire al Milan, che in questo inizio di stagione ha conquistato la vetta in campionato e la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League grazie a Zlatan Ibrahimovic. E' forse esagerato parlare di dipendenza, ma con lo svedese in campo è tutta un'altra musica. Per dirla alla Galliani, Ibra è rock, per le giocate, per gli assist  soprattutto per i gol: 8 in campionato, 7 nelle ultime sei giornate, ai quali vanno aggiunti i 4 in Europa. Da prima punta o da rifinitore, con lui in campo Allegri sa di avere tante soluzioni d'attacco.

Se c'è Ibra il problema non si pome, ma se allo svedese viene il mal di pancia il resto dell'attacco non sembra dare le giuste garanzie. Robinho è più impreciso della scorsa stagione, con gli errori sottoporta che superano di gran lunga i gol realizzati (2, contro Palermo e Catania). Pato ha aperto bene la stagione con la firma nel 2-2 di Barcellona, ma complice un infortunio non è riuscito a dare continuità. Cassano, che ben si integrava con lo svedese, è out fino al termine della stagione, El Shaarawy è preso poco in considerazione, Inzaghi serve solo a far numero.

In attesa di un rinforzo invernale, il ruolo di vice Ibra se lo contendono Nocerino e Boateng. Con il gol di ieri al Genoa l'ex Palermo sale a quota 5 in campionato, gli stessi centri del ghanese tra serie A e Champions League. Gennaio è vicino, per Allegri la speranza che ad Ibra, in questo mese,  non venga il mal di pancia.