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Un rapporto incrinato da tempo che ha portato a una rottura clamorosa: Zvonimir Boban è stato licenziato dall'amministratore delegato Ivan Gazidis. Già da diversi giorni gli avvocati delle parti sono al lavoro per trattare la buonuscita del dirigente croato. Stesso destino dovrebbe toccare sia a Paolo Maldini che a Frederic Massara, restano solo da inquadrare, in maniera definitiva, le tempistiche di un addio ormai scontato. Questo scossone può avere degli effetti devastanti sia per il presente che per il futuro, anche a livello strategico. Perchè Mino Raiola difficilmente deciderà di sostenere un eventuale nuovo corso rossonero senza la presenza dei due dirigenti uscenti. 

I RISCHI - "Il mio consiglio ad Elliott è quello di trovare al più presto un nuovo proprietario perché il Milan ha sempre fatto bene con un proprietario che avesse le stesse ambizioni del club. Non so se Elliott ha questa ambizione". Ammoniva così Mino Raiola il 25 gennaio scorso dopo la vittoria del Milan in casa del Brescia. Il noto agente italo-olandese crede poco nelle prospettive di questo progetto, o presunto tale, portato avanti da Ivan Gazidis. Anzi, c'è l'elevato rischio di trovarsi a un muro contro muro su tante questioni delicate e spinose. Ad aprile il Mlan dovrà cercare un accordo con Raiola per quanto concerne il rinnovo del contratto di Donnarumma,  in scadenza nel 2021.
VERSO L'ADDIO - Allo stato attuale e per il quadro che si è creato, le chances di vedere Ibrahimovic e Donnarumma in rossonero anche nella prossima stagione sono molto basse. Nella scuderia di Raiola compaiono anche Romagnoli e Bonaventura: il primo piace ad Atletico Madrid e Barcellona, il secondo dovrebbe lasciare il club rossonero al termine della stagione. Nella partita con Mino il Milan rischia di avere a disposizione pochissime carte a disposizione per vincere: basterà il solo Rangnick per cambiare un finale scontato?