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Il Milan del futuro parlerà cinese, se ancora resistevano dubbi sulla bontà della trattativa tra Fininvest e la cordata guidata da Han Li oggi sono stati spazzati via: come anticipato dal comunicato emesso lo scorso agosto Sino-Europe ha versato gli 85 milioni di euro restanti per la caparra che sommati ai 15 di inizio agosto toccano quota 100, ossia circa il 20% della cifra pattuita con Fininvest per il 99,93% del Milan (520 milioni di euro, gli imprenditori cinesi poi ripianeranno 220 milioni di euro di debiti), una percentuale in linea con operazioni finanziare simili. Superato dunque il primo passo nei tempi previsti, si procede spediti verso il closing che a novembre porterà nelle casse di Fininvest i restanti 420 milioni e segnerà la definitiva uscita di scena della holding di Berlusconi.

FASE 2: ORGANIGRAMMA - Ora si comincia a costruire in maniera precisa il Milan che verrà: Marco Fassone, rappresentante in Italia della cordata cinese, è già al lavoro per assemblare la nuova dirigenza per sottoporre già entro la fine di questo mese ai proprietari orientali una lista definitiva. L'ad in pectore in questo periodo di transizione che porta al closing lavorerà con Galliani e Barbara Berlusconi (alle prese tuttavia con l'ultima fase della gravidanza) per raccogliere l'eredità da entrambi e trasferire il tutto a un nuovo staff. Già perché nei pensieri di Fassone non ci sono solo un nuovo ds (Bigon e Pradé i due nomi più caldi) e una bandiera rossonera da inserire nell'organigramma (Maldini il più caldeggiato dai tifosi, Costacurta e Albertini le alternative): ci saranno da assegnare anche altre cariche a partire da quella di direttore amministrativo lasciata vacante da Umberto Gandini, ormai prossimo alla Roma, e di direttore dell'area commerciale. Uno dei primi obiettivi della proprietà cinese infatti sarà quello di aumentare i ricavi del Milan lavorando molto sul marketing e sull'espansione del brand in Asia, un obiettivo che l'attuale dirigenza aveva iniziato a conseguire e che ora avrà un nuovo impulso.
... POI TOCCA AL MERCATO - Ultimo ma non per importanza ci sarà il mercato: la firma del closing che dovrebbe avvenire appunto a novembre sbloccherà infatti anche i fondi messi a disposizione dagli investitori asiatici per le prossime campagne di rafforzamento (350 milioni di euro nei prossimi tre anni). Il Milan chiederà all'UEFA un voluntary agreement per quanto riguarda il Fair Play Finanziario e salvo imprevisti il prossimo ds avrà un corposo budget a disposizione per la finestra invernale, quanto poi verrà effettivamente impiegato dipenderà poi anche dalla situazione di classifica dei rossoneri a gennaio: in base alla posizione in classifica si deciderà come operare e in che zone del campo, anche se il centro della difesa è al centro dei pensieri del Milan e per questo Rodrigo Caio e Mateo Musacchio restano due nomi caldi; ci potrebbe anche essere spazio per un mediano davanti alla difesa qualora Sosa non dovesse convincere come vice-Montolivo e qui tornerebbe in gioco Milan Badelj, che vuole fortemente lasciare la Fiorentina per i rossoneri e con il quale i contatti proseguono anche in queste settimane. Un passo alla volta il Milan si avvicina al closing e a quello che sarà il suo futuro: Fassone al lavoro, i rossoneri si preparano a una rivoluzione nei prossimi mesi.

Twitter: @Albri_Fede90