Un gol di Bruno Alves (punizione provocata da Borini) ha gelato il Milan e la sua certezza di quarto posto quando la partita di Parma era in dirittura d'arrivo (mancavano due minuti) e Roma (stasera con l'Inter a Milano) e Atalanta (lunedì a Napoli) non potevano portare più minacce al quarto posto.

Il risultato è giusto perché il Milan, in vantaggio a venti minuti dalla fine con Castillejo, non ha giocato una partita di qualità (troppi passaggi sbagliati, poche occasioni create), è sembrato una squadra stanca e con poche idee, dedita al ritmo basso e con qualche giocatore fuori forma.

Non è stata una bella partita, ma a fine stagione e con un caldo esploso all'improvviso è comprensibile, non è stato un buon Milan e questo è meno comprensibile: mercoledì tornerà in campo con la Lazio per la semifinale di ritorno di Coppa Italia, ma finora ha avuto tempo e modo per preparare le partite senza ansie e fatiche supplementari.

La mia sensazione è che la squadra di Gattuso non stia vivendo un momento felice, nel senso che qualche meccanismo funziona meno bene rispetto al passato e, dunque, anche il gioco sia diventato più prevedibile. 

Contro il Parma il Milan ha avuto maggiore iniziativa, non le occasioni, tutte (eccetto il gol) dalla parte degli uomini di D'Aversa. Basta scorrere con la memoria il primo tempo per scoprire che Donnarumma ha dovuto salvare su Ceravolo (assist di Gervinho) al limite del calcio di rigore. Che Kucka ha sfiorato con una plastica rovesciata l'incrocio dei pali e che Gervinho ha alzato in girata un pallone deviato di testa da Ceravolo.

Il Parma ha cominciato con un prudentissimo 5-3-2 attraverso il quale era difficile passare. D'Aversa, oltre a Suso, temeva il lavoro di Calhanoglu tra le linee. E l'esercizio di pressione nei confronti del turco ha dato i suoi effetti, tanto che Calhanoglu è stato tra i peggiori.

Milan, dunque, bloccato, con Piatek isolato e senza rifornimenti. Gattuso nella ripresa è passato dal consueto 4-3-3 al 3-4-2-1, ma sono stati i cambi a dare la vera svolta alla squadra. Più che una svolta, sarebbe opportuno parlare di scossa. Cutrone è entrato per Bakayoko, acciaccato, al 58', Castillejo ha preso il posto di Conti al 66'.

Ora è chiaro che un po' di casualità c'è, ma due minuti dopo l'ingresso in campo lo spagnolo ha segnato di testa su cross di Suso. Milan in gol praticamente alla prima conclusione, Parma ingiustamente al tappeto quando mancavano poco più di venti minuti alla fine.

Chi – come me – pensava ad un risultato acquisito, è stato smentito nel giro di pochi minuti. L'avvisaglia è stata l'occasione di Siligardi (Donnarumma saltato e palo esterno) seguita da una pressochè costante presenza dei parmigiani nella metà campo rossonera. E tuttavia resto convinto che non ci sarebbe stato pareggio  senza la prodezza su punizione di Bruno Alves. Esecuzione perfetta con Donnarumma immobile. 
Doccia gelata, ma risultato corretto. Il Milan resta deluso, eppure se l'Inter batte la Roma e il Napoli  l'Atalanta, il quarto posto non glielo può toccare nessuno. Per ora, naturalmente.         


IL TABELLINO

Parma-Milan 1-1 (primo tempo 0-0)

Marcatori: 24’ s.t. Castillejo (M), 43’ s.t. Alves (P)

Assist: 24’ s.t. Suso (M)

Parma (5-3-2): Sepe; Dimarco (26’ s.t. Siligardi), Gagliolo, Alves, Iacoponi, Gazzola; Kucka, Scozzarella (45’ s.t. Stulac), Barillà; Gervinho, Ceravolo (30’ s.t. Sprocati). All. D’Aversa

Milan (4-3-3): Donnarumma; Conti (21’ s.t. Castillejo), Zapata, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Bakayoko (13’ s.t. Cutrone), Calhanoglu (29’ s.t. Biglia); Suso, Piatek, Borini. All. Gattuso

Arbitro: Valeri di Roma