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Stefano Pioli ha recentemente definito Sandro Tonali un "titolare", un giovane di talento acquistato non per proporsi soltanto come prima alternativa a Bennacer e Kessie ma con la prospettiva di intaccare l'aurea di intoccabilità che attualmente li circonda. Il rendimento offerto dal centrocampista algerino e dal fedele scudiero ivoriano nell'ultimo derby ha confermato la crescita esponenziale della coppia scelta dal tecnico parmigiano e che negli ultimi mesi rappresenta uno degli elementi di forza del ciclo di 20 partite da imbattuto del Milan.

CHE PRESSIONE - Ecco perché la partita di domani sera a Glasgow, contro il Celtic, è uno di quegli appuntamenti nei quali l'ex giocatore del Brescia è chiamato a fornire risposte importanti. Con l'inizio dell'avventura in Europa League, anche i rossoneri saranno protagonisti da qui a dicembre di una sequenza di partite a ritmo serratissimo, praticamente ogni tre giorni - ad eccezione del periodo riservato alle nazionali di metà novembre - e Pioli avrà bisogno di tutti per mantenere alto il rendimento della propria squadra. Una responsabilità che può pesare maggiormente sulle spalle di Tonali, a soli 20 anni costretto a convivere con la pressione di dimostrare di essere da Milan e di valere i 25 milioni di euro più bonus investiti per lui.
IL FANTASMA DI BAKAYOKO - Il processo di "conversione" da interno di centrocampo in una mediana a tre a factotum nella linea a due utilizzata dai rossoneri dovrà dunque subire un'accelerazione nelle prossime settimane. I 137 minuti spalmati nelle prime 4 giornate di campionato e i soli 31 nei turni di qualificazione alla fase a gironi di Europa League sono destinati ad aumentare e le risposte che arriveranno saranno importante. Anche per non alimentare il rimpianto di non aver voluto affondare il colpo per un ulteriore tassello per il centrocampo e aver mollato la presa su Bakayoko, poi passato al Napoli. L'Europa e Pioli chiamano, scocca l'ora di Tonali.