La carica di Gattuso, le lacrime di Pecchia: i due volti di un Milan-Verona che vede i rossoneri uscire vincitori per 4-1 e gli scaligeri condannati aritmeticamente alla retrocessione in Serie B.

Serviva un successo all'Hellas per continuare a sperare in una clamorosa salvezza, ma ai rossoneri bastano dieci minuti per mettere in discesa l'incontro: azione che si sviluppa dalla destra, palla in mezzo con Calhanoglu che non ci pensa due volte e scaraventa in rete (con la deviazione di Heurtaux). Gli ospiti provano a reagire, ma è sempre il Milan a condurre e a trovare il raddoppio alla mezz'ora: Cutrone interrompe il digiuno, torna al gol e raggiunge la doppia cifra in stagione (8 in Serie A). Buone risposte per Gattuso dal primo tempo, la ripresa parte al meglio: al 49' Suso pesca in area Abate che con un violento destro fa 3-0 e ritrova il gol dopo quasi tre anni di astinenza (20 dicembre a Frosinone). La prima rete in Serie A del giovane coreano Lee all'85', una bella battuta al volo sugli sviluppi di un corner, serve solo per l'orgoglio, ma non cambia la sostanza del match chiuso nel finale dal poker di Borini: il Milan scavalca momentaneamente al sesto posto l'Atalanta (impegnata domani con la Lazio), ritrova Romagnoli (titolare dopo l'infortunio, sostituito nella ripresa da Musacchio) e fa morale in vista della finale di Coppa Italia contro la Juventus, in programma mercoledì.