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Due ipotesi tracciate da Berlusconi nel futuro prossimo del Milan: una nuova proprietà con le stesse facce di oggi o la stessa proprietà con le stesse facce di oggi. Se non altro il presidente per una volta è stato chiaro: io resto comunque per almeno 3 anni e (come volevasi dimostrare) non certo vestendo la figura del presidente onorario. Il che sottintenderebbe un'epurazione graduale nel tempo da parte dei nuovi titolari e non una rivoluzione totale in sede e a Milanello. Strano, inedito modo di acquistare una società sborsando centinaia di milioni, lasciando il potere nelle antiche mani. Del resto, "chiarisce" lo stesso Berlusconi avallato da analisti consenzienti, questi cinesi hanno un sacco di soldi, intendono spenderli per prendersi il club rossonero, ma non è che abbiano poi tutta questa esperienza nel calcio europeo. Quindi sarebbe perfettamente naturale che si lasciassero guidare da Galliani, fino a quando non avranno imparato loro o non sarà cresciuto l'allievo orientale preposto? Se lo dice lui...

La valenza pre-elettorale di certe dichiarazioni non sappiamo pesare, in ogni caso la strategia è chiara dal punto di vista storico per quanto riguarda la sua figura: comunque vada, sarà un atto eroico. Se resta, dirà di aver rinunciato a una carrettata di milioni per il bene e per amore del Milan. Se vende - continuiamo ad essere scettici - dirà che il bene e l'amore per il Milan saranno garantiti dalla sua presenza. Dal suo controllo. Sempre che questi munifici investitori accettino supini le sue singolari condizioni, e continuiamo a dubitare anche di questo.
In mezzo ci sono il mercato e la questione allenatore, nodi legati fino a un certo punto dagli sviluppi della vicenda. Perché infatti alcune operazioni sono state già concluse (Vangioni in entrata, i cavalli di ritorno in uscita, i rinnovi di Montolivo, Antonelli, Calabria) e altre possibili (Kovacic) non smentite. E perché Brocchi resta in caldo nel caso di un prosieguo della gestione autarchica con buona pace di Giampaolo, Montella, Emery, Garcia, Pellegrini. Insomma da una parte è tutto subordinato agli sviluppi delle trattative, dall'altra più o meno ci si muove come se nulla fosse. O siamo di fronte a un fenomenale esempio di negoziazione, o a un gigantesco bluff. Se non altro questa volta, rispetto alla farsa Bee, sembra che non dovremo aspettare a lungo per sapere.