Mi sto domandando quale sia il vero Piatek. Si sono perse le tracce del centravanti “pum pum pum pum”, spietato e formidabile, prima ammirato nel suo debutto in maglia rossoblù, poi presto diventato un idolo a Milano, grazie alla puntualità delle reti, grazie alla ferocia in area, grazie al suo spunto impressionante.

Quello che sorprende però non è la sua difficoltà attuale nel concludere in gol, ma proprio il fatto che non arrivi nemmeno a chiudere con efficacia verso le porte avversarie. Ricordiamo infatti solo le due reti contro Udinese e Juventus, ma recentemente nessuna parata di portieri avversari su suoi tiri. Magari avesse commesso qualche errore! Non è arrivato neppure a sbagliare!

Quello che preoccupa però è un altro aspetto ancor più inquietante. Piatek sta mostrando troppe titubanze sul piano tecnico e fisico. Controlli di palla insicuri, scarso dialogo con i compagni, difficoltà nel dribbling e nel vincere i contrasti sul puro piano fisico con i difensori “nemici”, che non hanno la minima difficoltà nel vincere i duelli spalla contro spalla. Questo mi sembra l’impietoso quadro attuale del centravanti polacco.

Visto il costo dell’operazione e soprattutto visto l’investimento tecnico, che lo vorrebbe il futuro perno centrale del Milan americano, è opportuno capire da quali fattori dipenda questa sua involuzione. Se si tratti solo dunque di una parentesi momentanea. Quando Gattuso, contro il Torino, gli ha preferito Cutrone, il motivo trapelato da Milanello era legato alla sua condizione fisica. Insomma “il Cacciatore di Taglie” aveva scaricato completamente le pile della forma, stanco dopo mesi logoranti sul piano psico-fisico, visto il doppio stress, legato al passaggio prima in un campionato difficile per qualsiasi attaccante straniero come quello italiano, poi a una platea esigente come quella di San Siro. Questo la prima ragione.

La seconda la vedo legata a una manovra rossonera, imperniata oggi su un centrocampista come Bakayoko, eccellente nel lavoro di raccordo, di rottura, di corsa, ma non certo ricco di qualità per quanto riguarda la fase di impostazione, di verticalizzazione, di ispirazione per le punte. E’ abbastanza evidente che ne soffrano i centrali offensivi, che spesso dettano il passaggio senza ricevere poi il pallone. Punte centrali, che, viste le caratteristiche balistiche degli attaccanti di fascia, a piedi invertiti, raramente ricevono cross dal fondo.

Cambiando, nella prossima stagione, qualche interprete a centrocampo, magari dotato di piedi più morbidi e propositivi, tornando in buona condizione fisica, certamente salirà per Kris il numero di palloni da controllare con il corpo orientato verso la porta avversaria. Sono sicuro dunque che rivedremo in campo lo splendido bomber dei suoi esordi milanisti. Più sicuro, più forte,più determinato, più pugnace, qualità che i primi tepori primaverili hanno improvvisamente impallidito.