I tre giorni del Ringhio. Vincere a Roma in campionato e conquistare la finale di Coppa Italia, sempre all’Olimpico, hanno regalato sensazioni formidabili. La squadra gioca bene, corre instancabile, lotta con encomiabile spirito di sacrificio, guidata da Gattuso che, continuando così, presto supererà da allenatore il già smisurato affetto, la già infinita ammirazione dai quali era stato circondato nei suoi anni meravigliosi da giocatore. Per quanto riguarda i singoli, Gigio Dionnarumma, Leonardo Bonucci e Alessio Romagnoli sono stati straordinari. Il  portiere, con le sue parate, regala un altro successo sui calci di rigore, dopo il trionfo di Doha. Le critiche sono spesso troppo severe, ma tutte le squadre del mondo vorrebbero avere un portiere di tale qualità, così giovane, con un margine di crescita, nella scuola di Alfredo Magni, maestro severissimo e esigente. Una delle leggende legate a Gigio riguarda una sua presunta deficienza con i piedi, ma, partita dopo partita, sta smentendo questa opinione non suffragata dal campo. 

Leonardo Bonucci è semplicemente straordinario. Quanto tempo perso con quell’inutile e dannoso 3-5-2, legato, a proposito di altre leggende, ad una idiosincrasia dello splendido Maxi Bon per la difesa a 4. Dopo 120 minuti senza sbagliare nulla, sempre calmo e preciso nei rinvii, mai una palla gettata lontano, ha trovato la forza e il fiato per divorare 80 metri e regalare un pallone di smeraldo, gettato sopra la traversa da Kalinic. Dopo qualche stagione, il Milan è tornato a schierare un leader vincente e carismatico, che ha aperto i cori sotto la curva alla fine della partita. Alessio Romagnoli non mi ha ricordato Nesta nelle due sfide all’Olimpico, ma, contro la Lazio, mi è venuto in mente Franco Baresi. Sì, il Capitano, quando Alessio è entrato in scivolata su Milinkovic Savic, in area, salvando così una limpida occasione da gol. Era il 5 dicembre 1993, quando Mahatma, la grande anima rossonera, piomba su Pato Aguliera, solo davanti a Seba Rossi, dopo aver recuperato metri su metri, in un nanosecondo, per deviare in corner. Impressive! 

Ci stiamo gustando la crescita dei  giocatori, guidati da Gattuso. Ma Calabria che cosa sta diventando? Calhanoglu è ormai un giocatore totale, dopo poche settimane della cura Gattuso, così come Biglia. Bonaventura e Suso, che si sta sacrificando come mai in carriera, confermano la loro caratura. Cutrone ha disputato la miglior partita nel Milan. Non bisogna giudicare il Pungiglione solo quando mette la palla in rete, ma pretendere,come vuole Gattuso, che cresca in altri aspetti del suo gioco. A Roma ci è riuscito. Molti sono preoccupati in vista del derby, dopo i 120 minuti di Roma, ma questo momento esaltante non voglio rovinarlo con pensieri sul prossimo Milan-Inter. Gattuso consulterà le tabelle, poi, grazie al suo…occhiometro, metterà in campo domenica la formazione migliore contro i nerazzurri, poi giovedì un’altra certo competitiva da opporre a un Arsenal, che ha rimediato un ‘altra figuraccia in Premier League, perdendo nettamente, giovedì sera, dai Ragazzi di Pep Guardiola. Quindi solo da oggi la testa sul derby. La politica di Henry Kissinger, il famoso statista americano, era basata sullo “Step by Step”, passo dopo passo. E il passo di Gattuso è lungo e veloce, grande Rino con i suoi stivali dalle sette leghe!