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Su e giù. La partita di Roma, che ha visto un Milan in edizione patinata, in una delle migliori prestazioni della stagione, ha lasciato una pesante eredità quanto a infortuni. La mancanza di Ibrahimovic e di Calhanoglu, unita alla perenne assenza della qualità di Bennacer, è stata la causa determinante del pareggio di mercoledì. Mentre a Roma abbiamo visto una squadra di così eccellente livello da non temere nessun avversario, a San Siro è stato un  brutto 1-1 dopo una prestazione deludente.   

Molti a sostenere che si tratti di un calo fisico. Altri dissertano sulla qualità della rosa. "Beh, questo è il Milan - dicono-. E’ andato già oltre le sue possibilità". Lascio dire. Il vero motivo è invece uno solo, chiaro e evidente. Il Milan non può sopportare il contemporaneo forfait di  Calha e Ibra, due pedine fondamentali della manovra offensiva rossonera. Senza lo svedese, gli uomini di Pioli sono riusciti comunque a ottenere  risultati positivi proprio per la visione di gioco, il senso geometrico, la velocità di pensiero del turco, che ha permesso a Rebic, Leao e Hauge  di mascherare l’assenza del Campione di Malmoe. 
La brutta prestazione dell’attacco contro l'organizzata difesa friulana è figlia proprio di una manovra offensiva troppo statica, lenta e prevedibile. Parlando del suo futuro, il numero dieci rossonero sembra intenzionato a rimanere a Milano, ma non vuole scendere dalla cifra richiesta ai dirigenti rossoneri. A loro volta, i plenipotenziari del mercato milanista ritengono di aver già offerto il massimo consentito, il 70% in più rispetto al contratto precedente. Insomma, una cifra che supera i quattro milioni l’anno per quattro anni. Continua comunque a serpeggiare un cauto ottimismo. 

Per quanto riguarda Ibrahimovic, tanti gli infortuni di questa stagione che lo hanno costretto a rimanere fuori in 11 partite di campionato, che potrebbero diventare 14 a causa del recente stop. Lo svedese ha avuto problemi al bicipite femorale, al polpaccio e infine agli adduttori. Nessuna paura per coloro che, come me, lo ritengono importante per il presente e fondamentale per il futuro, soprattutto se il Milan riuscisse a ritornare in Champions League. Lo staff dirigenziale infatti non ha nessuna intenzione di rinunciare a un fuoriclasse, che aiuta la crescita dell’intero  gruppo. Per la sua esperienza e la sua personalità non vi sono dubbi che saprà ancora incidere sul campo, nel futuro cammino italiano e europeo dei rossoneri. Se Ibra accetterà le proposte del Milan, sarà un giocatore rossonero anche nella stagione ’21-’22. Vorrà andare a Sanremo anche fra un anno? Che vada a Sanremo, al Festivalbar, a Castrocaro e magari anche come giurato a Miss Italia, l’importante che continui a giocare in maglia rossonera, con la squadra del suo cuore, il  Milan. Perché Ibra è Ibra!