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Allora le scintille del precampionato non erano artificiali. Dopo avere stracciato nove volte squadrette-materasso, squadre di Premier League, Liga e Bundesliga, la Lazio brinda anche alla prima di campionato stordendo la Sampdoria con tre sberle che potevano essere sette-otto se Audero non si fosse segnalato come migliore fra i blucerchiati. Immobile voleva il centesimo sigillo in serie A e ha già ricominciato la seconda raccolta, in gol all'esordio per la terza volta su quattro in biancoceleste. Partita enorme la sua, per le realizzazioni di pregevole fattura (la prima, specialmente, con un pallonetto morbido a scavalcare il portiere) e lo spirito di sacrificio che lo ha portato a soccorrere i compagni della difesa.

La squadra di Inzaghi si è distesa nella ripresa dopo un primo tempo in controllo totale premiato da un solo gol per la bravura di Audero. E anche per lo strano atteggiamento della squadra che ha preferito i lanci lunghi sulle due fasce anziché il palleggio rasoterra, più indicato per la superiore tecnica dei suoi fini dicitori. E poi anche per l'assenza di Correa, poco cercato e poco frizzante, e la scarsa spinta di Milinkovic. Nella ripresa, quando alle sventagliate Inzaghi ha sostituito il fraseggio, la Lazio è andata a segno con una facilità disarmante. Due gol in sei minuti e pratica archiviata, firmati da Correa e da Immobile, ma con la regia di Luis Alberto (palla rubata a Bereszynski, volata e tocco per Correa) e di Milinkovic (lancio no-look di trenta metri per Immobile messo davanti a Audero). La ritrovata vena del serbo, tormentone del mercato, e quella mostrata dal primo minuto dallo spagnolo hanno consentito alla Lazio di cogliere la rotonda vittoria.

Una Lazio che gioca a memoria (da tre anni son sempre gli stessi), e che ha trovato nell'innesto di Lazzari la chiave per non pendere sempre a sinistra, mentre la Samp trova evidenti difficoltà nel mettere in atto il 4-3-3 di Di Francesco (penso che non abbia neanche gli uomini adatti per farlo), oltre ad essere forse disturbata dalle voci di cessione della società. Difesa traballante nei due laterali (Lazzari e Lulic hanno avuto vita facile) con Murillo che si affannava a turare le falle, centrocampo farraginoso nel palleggio con Vieira sopra gli altri, ma spesso in minoranza numerica. Troppi tre attaccanti per una squadra così fragile, Gabbiadini è stato il più pericoloso, Caprari e Quagliarella non hanno mai tirato in porta. Il pericolo più grosso Strakosha lo ha corso per una conclusione di Vieira alla fine del primo tempo. Luis Felipe, Acerbi e Radu hanno trascorso una giornata tranquilla, assistiti al meglio da Parolo che ha lodevolmente rimpiazzato Lucas Leiva. E così l'arbitro Rocchi (oggi 46 anni: auguri), attento senza disdegnare il Var.

La Samp - che Ferrero non vede l'ora di cedere alla cordata Vialli - dovrà faticare per trovare i giusti equilibri, ma conosco Di Francesco, è cocciutello e dall'amato 4-3-3 non si discosta. Inzaghi vola, rispetto alla scorsa Lazio questa trova più facilmente il gol. Luis Alberto e il ricondizionato Milinkovic in mezzo al campo sono due inventori di gioco che poche squadre possono permettersi in mezzo al campo, una benedizione per Correa e Immobile, le due frecce sulle fasce sono essenziali per un corretto 3-5-2. Squadra votata all’offesa, con quattro difensori a dispetto dell'assetto sulla carta, Luis Felipe (o Vavro), Acerbi e Radu più Parolo o Lucas Leiva, e tante teste e piedi rivolti verso l'area avversaria. Gioca un calcio vellutato, divertente, ma va giudicata al vaglio di avversari più tosti. Già, domenica c'è il derby. Visto anche il risultato di Roma-Genoa, prepariamoci alla festa del gol.


IL TABELLINO


Sampdoria-Lazio (primo tempo 0-1)

Marcatori: 37' p.t., 16' s.t. Immobile (L), 11' s.t. Correa (L).

Assist: 37' p.t., 11' s.t. Luis Alberto (L). 

Sampdoria (4-3-3): Audero; Bereszynski, Murillo, Colley, Murru; Linetty (21' s.t. Leris), Ekdal, Vieira; Gabbiadini (31' s.t. Bonazzoli), Quagliarella, Caprari (21' s.t. Jankto). All. Di Francesco.

Lazio (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi (24' s.t. Vavro), Radu; Lazzari (19' s.t. Marusic), Milinkovic-Savic (31' s.t. Cataldi), Parolo, Luis Alberto, Lulic; Correa, Immobile. All. Inzaghi.

Arbitro: Gianluca Rocchi della sezione di Firenze.

Ammoniti: 21' p.t. Lazzari (L), 24' p.t. Ekdal (S), 43' p.t. Acerbi (L), 13' s.t. Murru (S),