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La relazione dell'International Trade Union Confederation afferma che da quando il Qatar è stato scelto per la World Cup 2022, sono morti 1200 operai. Provengono principalmente da India e Nepal. Sono arrivati in massa (circa un milione e mezzo) per lavorare alle infrastrutture necessarie ad ospitare l'evento. L' ITUC stima che quando si giocherà la prima partita, ne saranno morti 4000: « Che le cause siano attacchi cardiaci per il troppo stress o malattie dovute alle squallide condizioni di vita, la radice del problema è una sola: le condizioni di lavoro». La commissione del Qatar nega: «Le affermazioni della ITUC sono fuorvianti ed errate. Ci sono problemi, ma il processo di cambiamento non si può ottenere da un giorno all'altro. Ci impegneremo a vederci chiaro». Gli operai che costruiscono a Lusail City, a 15 chilometri da Doha, riferiscono al "Guardian" che i loro capi hanno trattenuto le paghe, li hanno fatti lavorare al caldo senza pausa pranzo e hanno confiscato i loro passaporti per assicurarsi che non lascino il paese.

MONDIALE IN INVERNO? - La FIFA ha la responsabilità di verificare che non ci siano violazioni dei diritti umani: «Lavoreremo per trovare soluzioni sostenibili». L'anno prossimo voterà per decidere se il torneo debba essere rimandato all'inverno, date le temperature oppressive in estate: una decisione che avrà conseguenze sia sulle squadre che sui contratti televisivi. Inizialmente il Qatar aveva promesso impianti che aiutassero a sostenere il caldo, ma poi ha abbandonato il progetto. 
FIFA, ACCUSE DI CORRUZIONE  - Gravi sospetti di corruzione rischiano di far saltare la Coppa del Mondo di Calcio del 2022 in Qatar. Un'inchiesta del quotidiano britannico Daily Telegraph ha infatti rivelato che l'ex vice presidente della Fifa Jack Warner sarebbe stato pagato 1.200.000 dollari per far sì che il Paese del Golfo venisse prescelto per ospitare i Mondiali. Secondo i documenti visti dal Telegraph infatti, sul conto del figlio di Warner e di un dipendente di una sua società sarebbero state versate ingenti somme soltanto una settimana dopo che la Federazione aveva preso la sua decisione. I versamenti sarebbero stati effettuati dalla Kemko, una compagnia con base in Qatar, di proprietà di un ex membro della commissione della Fifa, tale Bin Hamman. Sia quest'ultimo che Warner sono tristemente noti all'interno della Federazione perché entrambi nel 2011 furono accusati di aver tentato di costringere alle dimissioni il presidente di allora Sepp Blatter per sostituirlo con un altro di loro scelta. L'operazione fu sventata e Warner dovette dimettersi, mentre a Hamman venne preclusa ogni attività in qualche modo legata al mondo del calcio. Il divieto però fu di breve durata: dopo solo un anno la Corte di Arbitrato per lo Sport ribaltò la sentenza per mancanza di prove. L'assegnazione dei Mondiali al Qatar era stata una delle decisoni più controverse mai prese dalla Fifa. La calura dell'estate aveva perfino fatto ipotizzare che per la prima volta nella sua storia il Campionato potesse essere disputato durante la stagione invernale. E sebbene il Qatar abbia sempre negato ogni irregolarità nel processo di assegnazione sono in molti a sospettare che invece la gara sia stata inquinata.

LONDRA SU TUTTE LE FURIE -  La Gran Bretagna ora chiede a gran voce che la Fifa apra un'inchiesta ufficiale e, qualora le rivelazioni del quotidiano venissero confermate, si rimetta tutto in gioco. «La Federazione dovrebbe investigare a tutto campo - ha dichiarato ieri Clive Efford, ministro ombra laburista per lo Sport - sembra che vi siano stati gravissimi episodi di corruzione nel corso della gara di assegnazione e questo aumenta le nostre preoccupazioni anche per quanto riguarda lo svolgimento dei giochi in Qatar. Se i sospetti dovessero venir confermati, bisognerebbe ripetere il processo di assegnazione». Seri dubbi sulla credibilità della gara sono stati sollevati anche da John Wittingdale, della commissione parlamentare per la cultura, i media e lo sport mentre l'ex ministro per lo sport Tessa Jowell ha definito «sorprendenti» le rivelazioni. «C'è in ballo un enorme quantità di denaro - ha affermato Jowell - ed è interesse di tutti, Warner compreso, che venga fatta luce sulla vicenda». Agli inglesi ancora brucia la bocciatura per ospitare i Mondiali del 2018 e anche allora si sospettarono irregolarità nella procedura. Damian Collins, ex membro della commissione parlamentare che aprì un'inchiesta sull'assegnazione dei Mondiali del 2018, ha dichiarato di temere che la decione di far vincere il Qatar «sia stata basata più sul denaro che su motivazioni sportive». Per ora nessu commento da parte di Warner e della sua famiglia mentre un portavoce della comitato organizzatore della Coppa del Mondo in Qatar fa sapere che ogni cosa è stata fatta «in completa aderenza delle regole etiche previste dalla Federazione». A crederci però, sono rimasti in pochi.
 
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