La Russia è pronta. Ancora poche ore poi, finalmente, si alzerà il velo che copre Mosca e inizierà il Mondiale. Un torneo unico, un viaggio breve ma intenso. Stelle, magie, intrighi, errori clamorosi che resteranno per sempre sulla coscienza, pesanti come macigni. Un mese, è vero, ma denso: qualche delusione eccellente, conferme dai più attesi, ma soprattutto sorprese. Ogni Mondiale che si rispetti ne regala diverse: giocatori conosciuti o meno, non è importante. Innamorarsi, anche solo per una settimana, per una partita, per una giocata. Un gol, immagini che saranno viste e riviste per anni, permanentemente nell'immaginario collettivo. Proviamo a individuare quali saranno le dieci sorprese, i giocatori che stupiranno nell'imminente rassegna iridata.

AZMOUN - Iraniano nato in Turkmenistan, Sardar Azmoun si è imposto come uno dei migliori attaccanti del campionato russo con le maglie del Rubin Kazan e del Rostov. Classe ’95, il Messi d’Iran (paragone avventato in quanto Azmoun è un destro naturale alto e longilineo) ha già siglato 23 reti in 32 presenze con la maglia della nazionale. Queiroz lo schiera come unica punta nel 4-4-1-1 con cui dispone la selezione iraniana: Sardar, già monitorato dalla Lazio, ha velocità, tempismo e senso del gol. In patria lo avvicinano all’icona Ali Daei (109 reti in 149 presenze con la nazionale). Nella sua Russia Azmoun è pronto a far sognare un popolo.

DOLBERG - Parte indietro, Kasper Dolberg. Nelle gerarchie di Age Hareide, ct della Danimarca, Pione Sisto, Poulsen e Jorgensen, al momento, gli sono davanti. Niente di imprevedibile: dopo un’annata, la precedente, con 22 reti segnate, nell’ultima stagione l’attaccante dell’Ajax, complici alcuni infortuni, non ha reso secondo le aspettative. Una spinta in più per il classe ’97, che in Russia potrà contare su una freschezza fisica che gli altri non possono vantare. Elegante, tecnico, fluido nonostante non sia particolarmente veloce (è alto 1,87 m): la punta danese, seguita in passato dal Napoli, può esplodere definitivamente in Russia, facendosi largo nell’affollato reparto offensivo della sua nazionale contribuendo a portarla a suon di gol alla fase eliminatoria.

GOLOVIN - Centrocampista del CSKA abituato a giocare tra le linee, messosi in luce in questa stagione con una serie di ottime prestazioni. Sette reti nell'ultima annata, i russi chiedono per lui non meno di 25 milioni di euro. Bravo negli inserimenti offensivi, trova con facilità la via del gol. Cambio di passo, sterzate improvvise, dribbling facile. Già seguito da diverse big europee, tra cui la Juventus, è ora chiamato a prendersi la scena guidando i padroni di casa nell’atteso Mondiale. Presto lo vedremo in un grande campionato, intanto ha la rassegna iridata per stupire ancora.

HWANG - In una Corea del Sud ai piedi di Son, può prendersi la scena Hee-Chan Hwang, attaccante del RB Salisburgo. Rapidissimo, bravo con entrambi i piedi, il classe ’97 ha caratteristiche simili a quelle della punta del Tottenham. 13 reti e 4 assist nell'ultima stagione con gli austriaci, può sfruttare gli spazi aperti dal più quotato compagno di squadra per far male alle difese avversarie. Ha i numeri per far sognare gli ottavi agli asiatici. 

​LOZANO - Il Psv lo ha prelevato dodici mesi fa dal Pachuca per 8 milioni di euro, ma Hirving Chucky Lozano ha fatto subito capire che l'investimento degli olandesi era stato centrato: 17 reti e 11 assist in 29 partite alla prima annata europea. Numeri importanti, ai quali il classe '95 aggiunge una pregevole duttilità. Può giocare su entrambe le fasce d’attacco, ma dà il meglio di se a sinistra, da dove può rientrare sul piede forte. Imprevedibile, istintivo, bravo nell’attaccare la profondità, il Mondiale può essere il palcoscenico perfetto per dimostrare di essere pronto a un ulteriore salto di qualità

PAVON - In un'Argentina che si avvicina traballante alla rassegna iridata, Pavon può essere la rivelazione. Tutti attendono Messi, chiamato ad emulare le gesta di Maradona. Poi ci sono Aguero, Higuain e Dybala. Ma se fosse proprio il classe '96 del Boca Juniors a fare la differenza? Dribbling esplosivo, corsa e tiro potente. Nella stagione appena conclusa con gli Xeneizes 7 reti e ben 17 assist in 31 partite. Messi non potrà fare tutto da solo. Con l'infortunio di Lanzini, Pavon avrà più spazio: ha il talento per sorprendere.

RASHFORD - Un problema al ginocchio dell’ultimo minuto rischia di fargli saltare l’esordio di lunedì prossimo contro la Tunisia. Southgate suda freddo, perché di Marcus Rashford oramai difficilmente può fare a meno. L’attaccante del Manchester United, titolare e a segno nell’ultima amichevole pre Mondiale dell'Inghilterra, è sempre più centrale nelle idee del ct. Il classe ’97 ha battuto ogni record di precocità con i Red Devils, segnando anche dopo appena 135 secondi il giorno dell’esordio con la maglia dei Tre Leoni: era il 27 maggio 2016, quando appena diciottenne si conquistò la chiamata di Hodgson per il seguente Europeo, durante il quale divenne il più giovane inglese di sempre in campo nella rassegna continentale. Due anni dopo, Rashford è pronto a recitare un ruolo da protagonista.

WERNER - È la grande novità della Germania. Il gruppo campione del Mondo ha subito dei cambiamenti, come è giusto che sia. Werner è probabilmente il più sostanziale di essi. Attaccante moderno, veloce, agile e col fiuto del gol, Timo ha sopportato e superato anche i fischi, piovutigli addosso per aver tradito lo Stoccarda con il Lipsia, sua attuale squadra. Può essere il finalizzatore perfetto, l'arma letale caricata da rifinitori del calibro di Reus, Ozil e Muller. Senza più Klose, tocca a lui caricarsi i teutonici sulle spalle. Può segnare tanto, non ci stupiremmo di vederlo nelle prime posizioni della classifica dei cannonieri a fine torneo.

ZIELINSKI - La Polonia può essere una delle squadre rivelazioni della manifestazione. Il capitano è Lewandowski, ma il grimaldello può essere il centrocampista del Napoli. In nazionale Nawalka lo schiera trequartista, in appoggio al centravanti del Bayern. Ha qualità, corsa, tiro: Zielinski può essere protagonista con la Polonia, trascinandola almeno agli ottavi se non oltre. Il girone, con Colombia, Giappone e Senegal, è equilibratissimo. Piotr può essere la carta che fa saltare il banco.

ZIYECH - La Roma lo cerca da settimane. Dopo Kluivert, sempre dall’Ajax, anche Hakim Ziyech. Un inseguimento non ancora concluso, che potrebbe temporaneamente arrestarsi per l’impegno Mondiale. Mancino puro, 9 presenze e 18 assist con i Lancieri nella stagione appena conclusa, Ziyech è un trequartista che fa della creatività il suo forte. Tiratore eccelso di calcio piazzati, il classe '93 è un centrocampista duttile, può infatti giocare anche come mezzala o esterno sinistro. Nato in Olanda, a Dronten, nell’under 21 ha giocato con gli Orange, salvo poi cambiare idea per la selezione maggiore. Un rimpianto mai sopito per gli olandesi, non qualificatisi ai Mondiali, che invece vedranno Ziyech protagonista con il Marocco. Inserito nel terribile Gruppo B con Spagna, Portogallo e Iran, gli africani possono sorprendere guidati dalla fantasia del loro numero 7.