Ora o mai più. È questa l’aura che circonda la spedizione del Belgio a Qatar 2022. I Diavoli Rossi arrivano dal loro miglior piazzamento nella storia dei Mondiali, il terzo posto a Russia 2018, celebrato in patria come un trionfo, ma si trovano in un momento di involuzione fisica e tecnica. Capace di risultati mai visti prima in termini di continuità, anche se troppo spesso arrestatasi a degli onorevoli quarti di finale, la Generazione d’Oro è al passo d’addio. Alcuni tra i migliori esponenti di una nidiata di talenti irripetibile nella storia calcistica del Belgio hanno già salutato, vedasi Kompany, altri si preparano a farlo. Sarà l’ultima occasione per inseguire il sogno di vincere un grande torneo internazionale per giocatori come Mertens, Alderweireld, Vertonghen e Witsel, perni del gruppo storico di Roberto Martinez, alla guida dal 2016. Attualmente secondo in un ranking FIFA che ha dominato per 3 anni consecutivi, al Belgio però è sempre mancato il centesimo per fare la lira e l’ultimo treno potrebbe essere ormai già passato. A Doha ci arrivano non più tra il novero delle favorite, cosa che potrebbe non spiacere a una nazionale che ha dimostrato di non saper gestire il carico delle pressioni. All in per i Diavoli Rossi: in Qatar ci sarà il trionfo o il primo mattone della ricostruzione.
 
LA ROSA: 
Portieri: Koen Casteels (Wolfsburg), Thibaut Courtois (Real Madrid), Simon Mignolet (Club Brugge)
Difensori: Toby Alderweireld (Anversa), Zeno Debast (Anderlecht), Leander Dendoncker (Aston Villa), Wout Faes (Leicester), Arthur Nicolas Theate (Rennes), Jan Vertonghen (Anderlecht).
Centrocampisti: Yannick Carrasco (Atletico Madrid), Timothy Castagne (Leicester), Thorgan Hazard (Borussia Dortmund), Thomas Meunier (Borussia Dortmund), Kevin De Bruyne (Manchester City), Amadou Onana (Everton), Youri Tielemans (Leicester), Hans Vanaken (Club Brugge), Axel Witsel (Atletico Madrid).
Attaccanti: Michy Batshuayi (Fenerbahce), Charles De Ketelaere (Milan), Jeremy Doku (Rennes), Eden Hazard (Real Madrid), Romelu Lukaku (Inter), Dries Mertens (Galatasaray), Lois Openda (Lens), Leandro Trossard (Brighton).
IL CAMMINO 
Come spesso capitato negli ultimi anni, il Belgio è arrivato con molto agio a un grande torneo. Grazie all’ottima posizione nel ranking, Hazard e compagni sono stati inseriti in un gruppo con Galles, Repubblica Ceca, Estonia e Bielorussia. Lo hanno passato da primi e senza perdere nemmeno una partita, collezionando sei vittorie e due pareggi.
 
IL CALENDARIO:
· Belgio-Canada, 23 novembre
· Belgio-Marocco, 27 novembre
· Belgio-Croazia, 1 dicembre
 
LA STELLA
Senza troppi giri di parole, il Belgio va dove lo portano Lukaku e Hazard. Pur avendo, graduatoria dell’ultimo Pallone d’Oro alla mano, il miglior centrocampista e il miglior portiere al mondo (De Bruyne e Courtois), i Red Devils non possono prescindere dal loro miglior marcatore nella storia e dal capitano. Il problema è che l’attaccante dell’Inter è reduce da un lungo infortunio ed è stato inserito nella lista, senza che ci sia però la certezza che riesca a recuperare in tempo per contribuire alle fortune dei suoi. E non è neanche scontato che il 7 del Real torni a brillare come quando vestiva la 10 del Chelsea e poteva sedersi al tavolo dei migliori al mondo in questo gioco. Anzi, gli ultimi anni di Eden lo hanno fatto apparire sempre più sulla via del tramonto, con più indisponibilità che presenze. Impensabile che possa trovare la scintilla all’improvviso, anche se Hazard rientra in quella categoria di giocatori che si trasforma, una volta indossata la divisa della propria nazionale. In attesa, e nella speranza, di loro due, questa sarà la squadra di De Bruyne e Courtois, entrambi al loro picco massimo in carriera. Dovranno portare avanti loro la baracca in un gruppo tutt’altro che scontato. In Belgio le scelte, e la guida, di Martinez sono da tempo criticate. In molti avrebbero preferito una ricostruzione più rapida e scelte meno conservatrici. L’ex Everton però si è affidato ancora una volta ai suoi uomini e terrà fuori, almeno all’inizio, le nuove leve. Trossard su tutti, pupillo di de Zerbi al Brighton e da tanti acclamato al posto di Hazard, ma anche Onana e un De Ketelaere cui il Mondiale potrà fare solo che bene dopo un inizio difficile al Milan. Altri due rossoneri sono tra gli esclusi eccellenti (Saelemaekers e Origi), in una squadra che porta 3 giocatori del Leicester (Faes, Castagne e Tielemans, e potevano essere 4 con il tagliato Praet). E non stiamo parlando della squadra dei miracoli di Ranieri, ma di una versione che stenta in Premier quest’anno. Vincere il Mondiale con tutte queste incognite sarebbe un’impresa simile a quella fatta dalle Foxes qualche anno fa, ma nella Coppa del Mondo tutto è possibile.