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Bienvenidos, Pura Vida”. È quanto recita il cartellone che accoglie chiunque atterri a San José, la capitale del Costa Rica. Un motto, un mantra che da sempre accompagna uno dei Paesi più belli al mondo. Un invito a godersela questa vita, ad affrontare col sorriso qualsiasi cosa avvenga nella nostra esistenza, le gioie ma anche i dolori. E Pura Vida dovranno averlo ripetuto in tanti degli oltre 5 milioni di abitanti quando, Campbell, ex giovane talento dell’Arsenal e con uno scialbo passato anche al Frosinone, ha segnato la rete decisiva nello spareggio contro la Nuova Zelanda. Una rete che è valsa il biglietto per il Qatar ai Ticos, ormai un habitué della rassegna iridata. Qualificati dunque per ultimi, saranno alla sesta partecipazione, dopo la prima ad Italia ’90. I centramericani sono stati capaci di una continuità notevole, avendo mancato l’approdo ai Mondiali solo nel 2010 negli ultimi 20 anni. Certo, ripetere l’exploit di Brasile 2014 sarà un’impresa. La Sele allora riuscì a vincere il proprio girone davanti ad Uruguay, Italia e Inghilterra e a battere la Grecia per poi finire la propria corsa ai quarti di finale in una sfida thrilling con l’Olanda. Ci riproverà quest’anno con alla guida il colombiano Luis Fernando Suarez, uno che sa come si fa, avendo già portato al torneo l’Ecuador a Germania 2006 e l’Honduras proprio in Brasile. Anche quest’anno l’urna non è stata benevola: ci sarà un nuovo gruppo di ferro con Spagna, Germania e Giappone ma ai Ticos ormai non spaventa nulla. Secondo ad aver annunciato i convocati in ordine cronologico, il Costa Rica si affida al nucleo storico (ormai al capolinea dopo tanti successi) e a qualche giovane in rampa di lancio (ma forse un po’ troppo acerbo per una manifestazione del genere).

LA ROSA
Portieri
: Alvarado (Herediano), Navas (PSG), Sequeira (Club Deportivo Lugo);
Difensori: Calvo (Konyaspor), Chacon (Colorado Rapids), Duarte (Al-Wheda), Fuller (Herdiano), Martinez (San Carlos), Matarrita (Cincinnati), Oviedo (Real Salt Lake), Vargas (Milionarios FC), Waston (Saprissa);
Centrocampisti: Aguilera (Nottingham Forrest), Bennette (Sunderland), Borges (Alajuelense), Hernandez (Puntarenas), Lopez (Herdiano), Ruiz (Alajuelense), Salas (Saprissa), Tejeda (Herdiano), Torres (Herdiano), Wilson (Municipal Grecia), Zamora (Saprissa);
Attaccanti: Campbell (Leon), Contreras (Herdiano), Venegas (Alajuelense)
 
IL CAMMINO 
Il cammino del Costa Rica verso Doha è stato uno dei più accidentati di tutte le nazioni che parteciperanno al Mondiale. In un gruppo dominato da Canada, Messico e Usa, i Ticos avevano iniziato malissimo: solo una vittoria nelle prime sette gare, la metà delle 14 previste. Poi la svolta e i 19 punti conquistati, sui 21 disponibili, che li hanno portati al quarto posto, quello utile per conquistarsi lo spareggio contro la vincitrice del girone oceanico. Contro la Nuova Zelanda la rete al 3’ di Campbell e le solite parate di Keylor Navas hanno portato di peso la nazionale in Qatar.
IL CALENDARIO:
Spagna–Costa Rica, 23 novembre
Giappone–Costa Rica, 27 novembre 
Costa Rica–Germania, 1 dicembre  

LA STELLA
Nelle mani di Keylor Navas. Il portiere del Psg è un mito nel suo Paese e, anche se poco utilizzato al Psg, dove Galtier gli ha preferito Donnarumma, saprà farsi trovare pronto all’appuntamento più importante dell’anno. Le parate del giocatore che è stato ad un passo dal Napoli in estate però potrebbero non bastare. I Ticos sono ancora fermi alla squadra dei miracoli del 2014, l’espressione massima del calcio costaricense. Una generazione capace di produrre giocatori che hanno raccolto esperienze in campionati di assoluto livello come quello inglese. Dal già citato Campbell, 23 presenze con l’Arsenal e 119 in nazionale, ora ai messicani del Leon, all’eterno Bryan Ruiz, un’altra leggenda del calcio in Costa Rica. L’ex Fulham fu il giustiziere dell’Italia in Brasile, ha già annunciato il ritiro dopo la Coppa del Mondo e vuole regalare un’ultima gioia ai suoi connazionali. Ci proverà insieme a una squadra in cui solo in 3 giocano in Europa. Le nuove leve però scalpitano con il diciottenne Jewison Bennete in primis. Con tutti i riflettori del mondo del calcio puntati sul Qatar, il Sunderland, che ha anticipato tutti e lo ha già portato in Inghilterra, spera in una sua esplosione.