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In bilico. Come uno dei tanti (troppi) precari. Si fa per dire, naturalmente, perché quello di Riccardo Montolivo è precariato di lusso. Ma pur sempre precariato è. Sospeso tra passato, presente e futuro. Discusso prima, trascinatore e capitano poi. E il domani? E' un altro giorno, col tempo si vedrà. Eccolo il concetto base, ripetuto fino all'ossesso dal giugno scorso fino ad oggi. Ad un passo dal rinnovo, dicevano. Accordo raggiunto sulla base di un contratto di cinque anni al top dei parametri viola. Un trattamento speciale, insomma, per un ragazzo speciale. Uno che, nell'immaginario collettivo, doveva rappresentare il manifesto del Progetto. Quindi il passo indietro. Annunciato dalla società e mai veramente smentito dal talento di Caravaggio. 'Devo pensarci bene', il concetto. Pensare a quello che sarà, pensare, soprattutto, a cosa diventerà la Fiorentina. Una squadra vincente? Una nuova Udinese? Una via di mezzo? La risposta non l'abbiamo noi e, evidentemente, nemmeno Montolivo. Se non ha deciso un motivo c'è. Ma chi l'ha detto che questa decisione non sia arrivata? Nessuno, ed infatti la sensazione (fortissima) è che il centrocampista ad una conclusione ci sia arrivato. Eccome.

Firenze non pare più la dimensione giusta. Almeno agli occhi suoi e del suo entourage, che da tempo ormai flirta con le grandi del calcio italiano e non solo. L'Inter, in particolare, lo bracca da vicino. Di più. In molti sono convinti che Branca e Ausilio (gli uomini mercato nerazzurri) abbiano raggiunto una bozza di accordo col capitano della Fiorentina. I contatti ci sono. Inutile negarlo. La volontà del ragazzo pure. Tentazione troppo forte quella maglia piena zeppa di allori. Come dargli torto? Sarà mica un caso se una delle prime domande rivolte a Pazzini nel giorno della sua presentazione ad Appiano Gentile sia stata proprio sul suo ex compagno e grande amico anche fuori dal campo. Pazzolivo. Era la fusione che faceva sognare Firenze. Il centrocampista ed il centravanti della Nazionale del futuro. Dicevano. Il futuro è arrivato, ed i pronostici si sono avverati. Uno ha la maglia numero nove azzurra cucita addosso (Pazzini) l'altro, Monto, è un punto (quasi) fermo per Cesare Prandelli. Peccato che il Pazzo sia da tempo rimpianto per la Fiorentina e che il suo compagno di avventure stia per raggiungerlo. Un progetto compiuto a metà, quasi come quello dei Della Valle.

La strada appare segnata. Rimediare? Molto difficile. Il contratto di Riccardo con la Fiorentina scadrà nel giugno del 2012 e il che significa due cose. Molto semplici. O rinnova con i viola o va venduto. Subito. Troppo rischioso portare un patrimonio del genere a scadenza col pericolo di perderlo a zero euro. Corvino (sarà sempre lui il diesse?) lo sa, ed aspetta. Difficile che arrivi il sì alla proposta di rinnovo. Più facile che Montolivo si presenti in sede per chiarire una volta per tutte la sua volontà. Andarsene. Mica a cuor leggero, perché fino al maggio scorso l'intenzione (reale) era quella di legare il suo nome alla maglia viola. Col giglio sul petto, ancora per tanti anni. Capitano e simbolo di una Fiorentina vincente. Competitiva, almeno. Invece no. Il caso Prandelli, le campagne acquisti e l'aria pesante in riva all'Arno hanno spinto il ragazzo a cambiare idea. Proposta allettante e ricca, quella avanzata dall'Inter. Meglio salir sul treno delle grandi, prima che sia troppo tardi. Come ha fatto l'amico Giampaolo. Uno che in questi giorni di ritiro azzurro ha già fatto partire il bombardamento. 'Vieni all'Inter, ti aspettano tutti'. In soldoni, questo il messaggio recapitato da Pazzini a Montolivo. Riccardo incassa, e mette in saccoccia. Lo sapeva già, lo sapeva soprattutto il suo agente, anche lui in rapporti tesissimi con la Fiorentina. Questione di qualche mese, e Pazzolivo sarà di nuovo realtà. In Nazionale, come promesso, ma non in viola.

(La Repubblica - Edizione Firenze)