118
I giovani guidano la Juve. Soulé e Ranocchia sono l'anima bianconera nei primi 45', poi la Juve gestisce e amministra. Vince 2-1 la squadra di Max Allegri, che batte il Monza e conquista la 25esima edizione del Trofeo Berlusconi. Una perla firmata da Ranocchia sblocca la gara, poi ci pensa Kulusevski a raddoppiare sfruttando un errore della difesa biancorossa. Nel finale il gol di D'Alessandro, che spaventa ma non lascia segni. Dal 60° in poi in campo tantissimi giovani nella Juventus, che chiude con l'intera U23 ad eccezione di Perin e Rugani.

TOP

SOULE' - Sessanta minuti di qualità, spunti e idee. Si mette in mostra ripetendo e migliorando la prestazione di Cesena. E' solo un classe 2003, ma fa vedere di poter essere un talento di un domani nemmeno così lontano. Il percorso alla Juve è chiaro, senza fretta e con tappe tra Primavera, Under 23 e Prima Squadra, ma queste settimane hanno mostrato ad Allegri il giocatore che è e, soprattutto, quello che può diventare. E, ad oggi, non ha fallito nessuna delle occasioni concesse per mettersi in mostra. Senza timore e con tanta qualità, anche quando Caldirola e Bellusci gli hanno fatto sentire ruvidamente gli anni di esperienza.

KULUSEVSKI - Il gol d'astuzia e una crescita costante nei 67' in campo. Sbaglia un gol che avrebbe potuto segnare facilmente, ma per il resto è nel vivo del gioco.

RANOCCHIA - Il gol è una meraviglia, ma ciò che colpisce è la personalità. Mostrata in U23 spesso, contro il Cesena e anche oggi. Gestisce bene i palloni, si inserisce e dà ritmo al centrocampo.  

DE LIGT - Presenza, senza affanni. La prima uscita è buona, senza straordinari e senza pecche. E' il più applaudito tra i bianconeri usciti dal campo.
FLOP

DEMIRAL - In sofferenza. Più in fase di possesso che difensiva, ma non brilla. Il fatto che sia appena tornato è una giustificazione parziale, forse il problema è sono anche le motivazioni, che in un giocatore che spera di andar via rischiano di scarseggiare.

BRIGHENTI - Sbaglia un gol facile, specialmente per un giocatore esperto come lui. Una bella occasione per firmare la prima rete nella Juve A, nonostante si tratti solo di un'amichevole, ma sciupata. Pizzicato anche un paio di volte in fuorigioco con azioni promettenti. Si muove tanto e lotta, ma senza rendersi pericoloso. E alla fine Allegri lo sposta sulla sinistra.

PELLEGRINI - Quarantacinque minuti in debito, di ossigeno e di idee. Non giocava dal 20 febbraio, 45' contro il Verona prima dell'ennesimo infortunio, e si è visto. I carichi di lavoro hanno fatto il resto. In difficoltà.