4
Luca Mazzitelli dal calcio non stacca mai, come racconta nella nostra intervista: "E' un mondo che mi piace a 360° anche nei giorni scorsi in vacanza ho dato un'occhiata alle notizie di mercato, sia al nostro che a quello delle altre squadre". Un occhio puntato anche sulle concorrenti per il centrocampista classe '95, uno dei protagonisti della cavalcata della squadra di Stroppa che per la prima volta è arrivata in Serie A. Eroi. E anche quando Luca prova a staccare dal pallone, prende il cellulare e...: "Sui social arrivano talmente tante notifiche che è impossibile non seguire quello che succede".

Che effetto fa sentire mille nomi accostati al Monza?
"Fa sicuramente piacere, perché sapevamo l'ambizione che aveva questa società. Con una dirigenza così è facile pensare che non vogliano fare una comparsa in Serie A, ora tocca a noi dimostrare sul campo che possiamo starci".

Galliani ha detto che l'obiettivo è arrivare la tre prime dieci?
"Non so se sarà realizzabile. Come primo step pensiamo a conquistare la salvezza, ma ai sogni non ci sono limiti".

Si è parlato anche di un tuo possibile inserimento in un’operazione col Cagliari. 
"A me non hanno detto nulla, sono stato convocato per il ritiro col Monza e andrò lì. Voglio giocarmi le mie carte in Serie A".

Che ricordi hai della promozione?
"E' stato veramente bellissimo. Abbiamo lavorato un anno intero per centrare l'obiettivo, che considerando la società che c'è dietro è un traguardo minimo da raggiungere. Vedere i dirigenti, lo staff, i compagni e i tifosi esultare è un'immagine che mi porterò dentro per sempre. Non era mai stato fatto. Vincendo ai playoff abbiamo dato una grande dimostrazione di forza".

Che effetto fa incontrare Berlusconi?
"La prima volta che l'ho visto è venuto a parlarci in ritiro a febbraio, perché nella prima parte di stagione aveva avuto problemi di salute. Quando te lo ritrovi davanti capisci il perché è stato un uomo di successo: è una persona positiva, sogna in grande e quando parla ti lascia sempre qualche spunto sul quale riflettere".

Cosa vi diceva?
"Ci ripeteva spesso di essere il presidente ad aver vinto di più nella storia del calcio, e che se fossimo saliti in A saremmo diventati degli eroi".

L’ultima tua partita in Serie A è stata il 1º settembre 2019 col Sassuolo. Quanta voglia hai di tornare? 
Tanta, tantissima. Negli ultimi due anni e mezzo sono ripartito dalla B tra Entella e Pisa, ho dovuto fare un passo indietro ma ora sono convinto che sia arrivato il momento giusto per tornare su e vedere a che punto sono arrivato. Voglio dimostrare che posso giocare in Serie A con continuità".

L'anno scorso sei stato il miglior assistman del Monza (6 passaggi decisivi): è un messaggio ai fantallenatori?
"Speriamo di essere aiuto anche a loro".
Sei un appassionato di fantacalcio?
"Abbastanza, l'anno scorso ne ho fatti 3, anche insieme ai compagni del Monza: due normali, uno mantra. Ma so di aver sbagliato, sono troppi; ne devo fare al massimo due".

Chi sono i tuoi pupilli?
"Quest'anno Milinkovic, in passato prendevo spesso Gosens e Muriel".

Com'è andato quello nello spogliatoio?
"Bene. Il campionato l'ha vinto Bellusci che a inizio stagione era con noi a Monza, io insieme al mio socio Siatounis (centrocampista classe 2002, ndr) abbiamo vinto la coppa. Devo ringraziarlo perché mi ha fatto prendere Gabbiadini svincolato che ci ha fatto sei gol consecutivi".

Hai già scelto su chi puntare il prossimo anno?
"Sì, credo molto in Zaniolo. Sarà l'anno della sua esplosione, andrà sicuramente in doppia cifra".

Chi è il compagno al quale sei più legato?
Ne scelgo due: Favilli e Valoti. Andrea sta avendo un po' di difficoltà in campo, gli ho consigliato di trovare una piazza tranquilla dove può avere continuità per ritrovarsi; proprio come ho fatto io. Poi, chiaramente, sarà lui a decidere cosa fare".

È vero che De Rossi è il tuo modello? 
"Sì, mi piaceva molto per il suo carisma. Quando ero nelle giovanili della Roma mi sono allenato insieme a lui e posso dire che nonostante spesso i ragazzi della Primavera siano poco considerati dai più grandi, lui aveva sempre un occhio di riguardo". 

Il debutto in Serie A è arrivato con Rudi Garcia.
"E' stato un bel momento, molto emozionante. Erano già tre/quattro mesi che mi allenavo con loro, prima della partita col Genoa sapevo che c'era questa possibilità. Ho coronato un percorso iniziato nel settore giovanile".

Nel 2016 sei stato protagonista di un episodio curioso di mercato: ero tutto fatto per il tuo trasferimento dal Brescia al Sassuolo, ma mancava solo la tua firma. Ci racconti com'è andata?
"Era l'ultimo giorno della sessione di mercato invernale, mio padre era andato in sede e sapevo che bastava una firma sua per il trasferimento. Così sono andato al cinema insieme a Somma, ma durante il film mi continuava a chiamare un numero non salvato. Non ho risposto, pensando di richiamare dopo; poi mi chiama il team manager Piovani, capisco che si tratta di qualcosa d'importante ed esco a prendere la chiamata: mi dice di correre in sede a firmare perché avevano chiuso il mio trasferimento al Sassuolo. Così, per pochi minuti, siamo riusciti a chiudere l'affare".