293
La fiducia nei suoi confronti è tanta, tantissima. Forse anche per questo Andrea Pirlo ha subito schierato Alvaro Morata titolare. Per lanciargli un segnale, per fargli capire con i fatti e non solo a parole che aver puntato su di lui non rappresenta una scelta di ripiego. Solo che lo spagnolo ha steccato completamente la prima. Una sola l'azione in cui è riuscito a fare qualcosa di buono, guardacaso appena prima di uscire, quando ha creato un'occasione da gol preziosa per Cristiano Ronaldo. Per il resto non si è mai visto, poco lavoro sporco, poco lavoro di qualità, nessuna progressione, nessuna sponda. E forse non a caso, anche se con un uomo in meno, la Juve ha ritrovato misure e qualità di manovra proprio dopo la sua uscita di scena. Non basta e non serve una prestazione per esprimere giudizi, Morata ha fallito solo la prima partita della sua nuova vita bianconera. Ma a guardare Roma-Juventus, resta la sensazione che al netto di tutte le dichiarazioni del caso, lo spagnolo rimanga oggettivamente una seconda o terza scelta in arrivo dal mercato. Non perché Luis Suarez ha segnato due gol al debutto con l'Atletico Madrid contro il malcapitato Granada, quanto per il fatto che potendo arrivare al Pistolero è stato poi lasciato partire Morata in prestito dopo le resistenze iniziali. Chi lo aveva, lo ha lasciato partire senza pensarci troppo su, insomma. E la Juve se avesse potuto avrebbe preso effettivamente Suarez.
IL CONFRONTO – Così come se avesse potuto avrebbe preso effettivamente Dzeko. Che nel confronto diretto ha fatto capire come, a dispetto dell'età e delle complicate settimane vissute, sia ancora un'altra cosa rispetto allo stesso Morata. È mancato il colpo del killer al bosniaco, ma quasi da solo ha portato a spasso sia Leonardo Bonucci che Giorgio Chiellini, mentre Morata finiva risucchiato dalla baby morsa di Mancini, Ibanez e Kumbulla. La prima scelta era Dzeko, un'altra prima scelta era Suarez. Poi è arrivato Morata e avrà tutta una stagione, forse due, per dimostrare di poter essere l'uomo giusto della Juve. Ma in fase di programmazione era un'alternativa. E il confronto diretto con Dzeko per ora ha confermato questa sensazione. Poi il resto è già storia. Tocca a Morata ribaltarla sul campo. La prima, però, è stata fallita.