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Massimo Moratti, presidente della Saras, stipendio annuo 1,5 milioni di euro. Lo ha girato tutto agli operai della Sarroch in Sardegna. Operai in Cassa Integrazione. Nel messaggio con cui consegnava il milione e mezzo Moratti ha ringraziato gli operai per i sacrifici che stanno facendo. Non è stata semplice beneficenza e neanche beneficenza solo generosa. E' imprenditorialità per così dire sociale. Un gesto quello di Moratti intelligente, giusto, onorevole e molto poco imitato. Ce ne sono altri in Italia che hanno fatto, fanno o stanno per fare qualcosa del genere? 

GKN, c'è un giudice a Firenze - GNK, cioè 422 dipendenti licenziati con una mail. Una sentenza del Tribunale di Firenze sospende i licenziamenti. Non li annulla, non può. Nessun Tribunale può impedire ad una  proprietà di chiudere l'attività. Ma il modo no, quello dei padroni della GNK è stato dichiarato anti sindacale al punto di calpestare diritti e dignità dei lavoratori. C'è un giudice a Firenze che ha ridato ai lavoratori non il posto (non può) ma gli strumenti per difenderlo il posto di lavoro.
Cento giorni, 44 riforme: alla velocità di una riforma ogni paio di giorni dovrebbe viaggiare il governo, il Parlamento, il paese. Perché? Per rispettare il contratto firmato con la Ue in virtù del quale arrivano in Italia 200 e passa miliardi fino al 2026. Qualche decina all'anno, anche nel 2021. Però da una mano i miliardi, dall'altra le riforme. Ce la può fare un Parlamento che fino ad oggi in tutto il 2021 ha approvato definitivamente cinque leggi? Ma anche se diventasse campione di velocità...Un solo esempio: tra le riforme da fare c'è quella sulla concorrenza nei servizi pubblici e nelle attività private (si va dalle municipalizzate del trasporto alle concessioni demaniali marittime). Contrari a più concorrenza reale sono, oltre a chi sta comodo come sta, la Lega, Fratelli d'Italia, Leu, M5S, il Pd, i sindacati e ovviamente le rispettive associazioni di categoria. 
Difesa sempre legittima, pure la vendetta? - C'è un signore e sono le 4 del mattino del 22 luglio 2013. Viene svegliato da rumori, gli stanno rubando la macchina, hanno già rubato soldi, chiavi dell'auto e del cancello. Si affaccia alla finestra del primo piano. Spara col fucile a pompa. Non in aria, spara giù verso chi ruba. Si sta difendendo, difende la sua casa, famiglia e proprietà. Difesa legittima se non addirittura sacrosanta. Poi spara una seconda volta al ladro che a quel punto è già ferito e sta lasciando l'auto e cercando di scappare. Il signore della nostra storia a questo punto della storia si sta ancora difendendo, magari in maniera non più sacrosanta, ma ci sta che non sia in grado di dosare la misura della sua difesa. Quindi il signore che ha sparato due volte al ladro scende, il ladro è a terra, ferito. Il signore non chiama la polizia e neanche un'ambulanza. Qualcuno pulisce la macchie di sangue sul selciato, forse lui forse la moglie. Il signore, che ha subito il tentativo di furto e l'intrusione in casa e che ha sparato due volte, carica il ladro in auto. Ma non imbocca lo stradone che va all'ospedale, prende una stradina di campagna e scarica il ferito in un canale. Non dice a nessuno dove lo ha lasciato. Ha smesso di difendersi, si sta vendicando, ha emesso una sua personale sentenza ai danni del ladro e la sta applicando, costi anche la vita al ladro. Il signore non vuole guai con Tribunali e vari per aver sparato e quel ladro non si merita neanche un ospedale. E' vendetta, non difesa. 
Il ladro non muore perché nel canale viene trovato da altri estranei alla vicenda, finisce in ospedale con ferite da arma da fuoco multiple, perforazione gastrica, ileale, cranica, toracica e milza rotta, circa 100 i pallini di piombo in corpo. Per sua fortuna sopravvive. Questa storia, proprio questa, la raccontano tre sentenze di tre Tribunali (primo grado, appello e cassazione) che unanimemente condannano il nostro signore a 4 anni e 11 mesi. Ma c'è chi dice che quel signore meriti complimenti e neanche un giorno di condanna e che sia una sorta di vittima-eroe. Del diritto di vendetta, non certo di quello alla difesa. E così il passaggio è fatto: dalla difesa sempre legittima alla vendetta sempre legittima.