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"Ne parleremo dopo la finale di sabato a Madrid". Ernesto Paolillo rinvia i discorsi sul futuro di Mourinho. L'amministratore delegato dell'Inter ha dichiarato ai microfono di Radio Rai: "Mourinho è un maestro di calcio che lascia il segno. Ha disegnato diversi assetti tattici e tutto questo rimane nel Dna dei calciatori, che si portano dietro i suoi insegnamenti. Se a volte fa dichiarazioni polemiche, è per togliere pressione alla squadra. Ovviamente è importante che queste reazioni siano regolate, ma danno risultati infatti tutti i giocatori lo amano. Mourinho ha espresso più volte il suo disagio per questo mondo del calcio italiano, che deve cambiare con l'aiuto di tutti. Se ne va? Sarebbe un grande peccato, mi auguro che questo non accada. Questa settimana bisogna parlare solo della sua bravura e dei suoi meriti, dopo la finale di Champions parleremo di cosa accadrà. A Madrid vedremo una squadra con una fame di vittoria incredibile che si portano dietro tutti i giocatori e la società, sarà una partita molto combattuta che stiamo preparando al meglio. Incrociamo le dita". Sulla stessa lunghezza d'onda si è espresso Massimo Moratti. Il presidente dell'Inter ha dichiarato all'indomani della conquista del 18esimo scudetto nerazzurro: "Questa mattima ho subito letto i giornali, perché era piacevole l'idea di vedere qualcosa di positivo. Così è stato, e finalmente abbiamo tirato via un problema tra i tanti, uno dei tanti è stato risolto. Adesso è decisamente già tempo di voltare pagina, ci sono solo pochi giorni prima dell'altra partita, quindi ora è bene concentrarsi su qualcosa che è molto importante come la partita di sabato. Le lacrime di Mourinho come un segno di addio? Nella vita bisogna interpretare tutto, ma non siamo obbligati. È anche un segno di grande umanità che ha dentro e di affetto nei confronti dei giocatori e del pubblico. Direi che è una bellissima cosa, poi qualsiasi interpretazione diamo, quella che sarà la risposta alla nostra curiosità l'avremo comunque dopo la partita di sabato. C'è un po' di fastidio all'idea di rischiare di perdere Mourinho per fattori esterni all'Inter come il calcio italiano? No, non c'è nessun fastidio. C'è l'adattabilità di ciascuno di noi a certe situazioni, c'è il fatto che lui è libero di poterlo fare essendo straniero, e ci sono tante cose, però non è detto che lo faccia, anzi. È divertente come situazione di dover sempre combattere, in Italia e particolarmente all'Inter. Il fatto di non avere mai il massimo della soddisfazione perché qualcuno cerca sempre di non dartela, e questo nella vita è un qualcosa che insegna molto e che ti fa anche piacere".