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All’inizio della scorsa estate alcuni scienziati troppo disinvolti annunciarono che il Covid 19 era morto. La gente non aspettava altro per cancellare le proprie frustrazioni da lockdown festeggiando alla vecchia maniera. Con in mano il bicchiere dello spritz, spiagge e discoteche e lungomari vennero presi d’assalto. Sul far dell’autunno il virus, più vivo e arzillo che mai, presentò il conto.
Con l’approssimarsi del Natale venne comunicato al popolo che sotto l’albero avremmo trovato il dono più bello e prezioso di sempre grazie ad una multinazionale del farmaco tedesco-americana. Non era una bufala perché il vaccino era pronto sul serio, ma alla gente piacque interpretare l’evento come se si trattasse dell’opera magica di Mago Merlino e non di un processo lungo e difficoltoso. Un colpo di bacchetta e tutti salvi. Pia illusione.

Così, immemori di ciò che era accaduto in estate e con una fetta di panettone in man al posto dell’aperitivo, vennero replicati in forma domestica gli assembramenti per banchetti con brindisi beneauguranti. Sicchè dal momento di tregua, scambiata ancora una volta con la fine della guerra, ci siamo trovati nuovamente nella palta con la curva dei contagi e delle vittime in costate ascesa. Sette commensali natalizi su dieci si sono ammalati durante le feste. E scusate se è poco.
Ora sta arrivando la Quaresima. Momento di riflessione e di mortificazione della carne per i cattolici. Viene da dire, per fortuna. A patto che questa ricorrenza religiosa venga rispettata e metabolizzata anche da laici, agnostici e atei. Intanto aiuterà il necessario isolamento la cancellazione del Carnevale i cui corsi sono stati rinviati a settembre. L’augurio è che anche Renzi, capisca che sarebbe una sciagura provocare la caduta del Governo provocando assembramenti da elezioni che farebbero godere soltanto il Covid19 e le sue mutazioni.