Ieri sera Steven N'Zonzi è stato uno dei migliori in campo nell'impresa del Siviglia all'Old Trafford. Una prova di forza anche individuale impressionante per il centrocampista francese: a livello fisico, a livello tattico, a livello tecnico. Una prestazione che ha ribadito perché la Juve avesse scelto lui per completare il centrocampo bianconero, pensando a quello che sarebbe servito per sostenere il 4-2-3-1. Non è arrivato N'Zonzi, questo è storia: il Siviglia non è mai voluto scendere sotto la valutazione da 40 milioni prevista dalla clausola, aprendo solo a una diversa modalità di pagamento ed alla fine l'affare è saltato. E la Juve strada facendo ha poi cambiato assetto per ritrovare solidità ed equilibri, tornando (almeno fino a questo momento) a dominare senza mezze misure in Italia pur restando ancora in corsa anche in Champions. Un cambiamento per scelta e per forza. Possibile grazie al fatto che poi, dal mercato, è arrivato Blaise Matuidi: un giocatore di prima fascia, non una seconda scelta.

 

CHE COLPO - Anche se la scorsa estate sembrava quasi poter passare in secondo piano questo investimento della Juve. Che con N'Zonzi avrebbe forse trovato l'uomo giusto per il 4-2-3-1. Ma che con Matuidi ha trovato l'uomo giusto e basta, indipendentemente dal sistema di gioco (la mediana a due rimane comunque il suo pane, chiedere all'Atalanta per informazioni). Anzi, proprio grazie a lui Allegri può cambiare pure a partita in corsa a seconda delle necessità, tra fase di possesso e di non possesso. Nessun rimpianto dunque, se non per lo stesso N'Zonzi che pure aveva già accettato il progetto bianconero. Per la Juve solo la consapevolezza di aver fatto la scelta giusta: puntare tutto su Matuidi, anche se con un anno di ritardo. Perché Higuain e Dybala fanno la differenza quando stanno così. Ma è l'ex Psg ad aver permesso il nuovo cambio di rotta.

@NicolaBalice