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Tanto bel gioco del Napoli ma anche poca cattiveria nel gestire alcune partite. Dovesse andare tutto per il verso giusto, conquistando la qualificazione diretta in Champions, Sarri e il Napoli dovranno imparare da alcuni errori commessi in questa stagione. Nel primo anno certe situazioni negative sono anche ammesse. Cosa si può dire ad un allenatore che è partito da zero e fino ad un certo punto ha anche lottato per lo scudetto? Proprio niente. Solo che un po’ di carattere in più non guasterebbe. Come si legge sul “Roma”, quando c’è un risultato da difendere il pallone dovrebbe sparire, o magari “bucare” per non permettere agli avversari di segnare. Al San Paolo tutto questo accade, lontano da Fuorigrotta si è pagato pegno in varie occasioni. Da qui alla fine del torneo mancano tre gare.

Due si giocano in casa, una all’Olimpico contro il Torino. Ecco, con i granata di Giampaolo Ventura si dovrà sputare sangue pur di portare a casa il successo in modo tale da non permettere alla Roma il sorpasso. I nove punti in palio non possono mancare. Serve un po' di “cazzimma”, allora: quel concetto tutto napoletano fatto di cattiveria e sano egoismo, determinazione anche cinica. Certo, non è detto che con Atalanta e Frosinone sarà facile, ma per la legge di Fuorigrotta non ci dovrebbero essere troppe difficoltà. La cosa importante adesso è non mollare. Fisicamente il Napoli sta benissimo, forse mentalmente potrebbe accusare qualche calo. Ma dopo i crolli ci si è sempre rialzati. Anche perché Sarri è molto bravo a caricare i suoi ragazzi. C’è in palio la Champions e nessuno deve venire meno.